Ma quanti santi ha fatto Giovanni Paolo II? Durante il suo lungo pontificato l’allora unico sito della Santa Sede, all’indirizzo www.vatican.va, divenne presto, qui al Regno, il nostro migliore alleato nell’aggiornare le statistiche di Karol il Grande quando ai documenti pubblicati, ai viaggi e, naturalmente, ai santi e ai beati proclamati, sebbene si dovesse non solo calcolare, per ciascuna cerimonia, quanti fossero effettivamente i beati e i santi che venivano «elevati all’onore degli altari», ma si dovesse anche evitare di gonfiare ulteriormente i dati contando per «uno» e non per «tutti» (secondo il criterio della memoria liturgica e non degli individui) le beatificazioni e canonizzazioni collettive.

Ancora oggi, partendo dal rinnovato sito della Santa Sede, si può accedere alla pagina «Beati e santi del pontificato di Giovanni Paolo II», una pagina dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del sommo pontefice ma accessibile dalla pagina della Congregazione delle cause dei santi.

Tale dicastero ha compiuto nel 2019 i 50 anni, essendo stato istituito da Paolo VI nel 1969 suddividendo l’allora Sacra Congregazione dei riti in una «per il culto divino» e una «per le cause dei santi». L’occasione meritava due regali: oltre a quello, tradizionale, dell’udienza di papa Francesco, quello, digitale, di un nuovo sito web.

Questo sito si presenta davvero completo: attingendo sia agli archivi digitali della Santa Sede, sia ai materiali già prodotti in materia dal portale Vatican News, consente di sapere «tutto» e «subito» (cioè con diverse e facili modalità di interrogazione) sui santi e i beati degli ultimi pontificati, e «molto» su quelli che li hanno preceduti.

La scelta di un forte investimento digitale su questo tema, da parte del soggetto che ne porta la massima responsabilità istituzionale, risponde all’obiettiva popolarità del tema: mentre non c’è nuovo o prossimo santo e beato che non abbia il suo sito istituzionale, e mentre dei più popolari (madre Teresa di Calcutta, padre Pio, lo stesso Giovanni Paolo II) ridondano le immagini e le citazioni, queste ultime spesso senza alcuna garanzia di autenticità, c’è ampia scelta (limitandosi all’area italofona) di pagine di documentazione agiografica: dallo storico Santi beati testimoni al giovane blog Testimoniando  all’archivio «Santi e beati» sul sito di Avvenire , parallelo alla rubrica quotidiana «Il santo del giorno».

Certo, la concorrenza che ora gli viene dal centro della Chiesa si presenta agguerrita, ma la passione del popolo di Dio per le storie dei santi è antica e sicuramente insaziabile.

Guido Mocellin

Giornalista

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