I contenuti dell’attesa esortazione apostolica postsinodale di papa Francesco, frutto del lavoro del Sinodo dei vescovi panamazzonico dello scorso ottobre, ci verranno svelati soltanto alle ore 12 del prossimo mercoledì.

Ma il titolo «Querida Amazonía» già ci dice che per indicare la regione è stata scelta la pronuncia in uso nei paesi ispanofoni che l’Amazzonia ce l’hanno.

Se entrambe le forme – Amazonía e Amazonia – nella lingua del papa sono corrette, l’argentino Bergoglio che, come i suoi connazionali (e come i lusofoni brasiliani), mette l’accento tonico sulla ‘o’, di getto certamente avrebbe scritto Amazonia, senza alcun segno grafico.

Non possiamo non apprezzare che per il documento è stata invece scelta la forma più diffusa in Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia. Per l’appunto i paesi i cui pastori delle diocesi amazzoniche si sono radunati, assieme ai brasiliani, con l’intento di individuare «nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale» della regione.

Gabriella Zucchi

Giornalista

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