Ecclesiologia dalla Chiesa locale, forma sinodale, Chiesa tutta ministeriale, soggettualità delle donne: sono i quattro rilevanti temi che i lavori dell’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi sulla regione panamazzonica hanno riportato al centro della discussione ecclesiale. E su questi verterà il documento postsinodale che sarà diffuso mercoledì 12 febbraio alle ore 12.

A poche ore dalla presentazione di «Querida Amazonía» – così è stata titolata l’esortazione apostolica – è lo stesso papa Francesco a rassicurare un gruppo di vescovi degli Stati Uniti che in questo documento non si affronterà la delicata questione legata all’ordinazione sacerdotale di diaconi sposati per il servizio in Amazzonia.

Occorrerà aspettare ancora qualche ora per conoscere i contenuti della postsinodale. Ma di questo sinodo sappiamo già tanto.

Nello studio del mese pubblicato sul numero 20 di Attualità abbiamo ripercorso i passaggi del sinodo convocato da Bergoglio il 15 ottobre 2017 e celebrato in Vaticano a partire dal 6 ottobre dello scorso anno.

Il dossier contiene, tra l’altro, le interviste ad alcuni dei protagonisti dell’Assemblea: Mons. Ricardo Ernesto Centellas Guzmán (Bolivia, diocesi di Potosì); Mons. Adriano Ciocca Vasino (diocesi São Félix do Araguaia, nello stato brasiliano del Mato Grosso); Mons. Francisco Javier Múnera Correa (diocesi di San Vicente del Caguán, nel dipartimento del Caquetá Colombia); Mons. Eugenio Arellano Fernández (vicario apostolico di Esmeraldas, Ecuador).

I temi affrontati dell’Instrumentum laboris, di cui si è discusso a Roma e nel corso dei lavori delle diverse commissioni, hanno messo in luce la prospettiva di una Chiesa «mondiale autentica», come diceva K. Rahner del Vaticano II, che a partire dalla Chiesa locale ripensa la Chiesa universale secondo un modello di unità nella pluralità. Ciò è evidente nel metodo assunto dal Sinodo di valorizzazione delle «legittime diversità» sia all’interno della liturgia sia del ministero (come ha scritto Andrea Grillo).

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