L’incontro tra il Consigliere di stato e ministro degli affari esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang Yi, e il Segretario per i rapporti con gli stati della Santa Sede, mons. Paul Richard Gallagher rappresenta un evento di importanza storica. E’ la prima volta che un esponente di alto rango del governo cinese incontra il suo omologo vaticano. Il colloquio è avvenuto il 14 febbraio a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco 2020. Questo il comunicato da parte vaticana. 


«Nel corso del colloquio, svoltosi in un clima cordiale, sono stati evocati i contatti fra le due parti, sviluppatisi positivamente nel tempo. In particolare, si è evidenziata l’importanza dell’Accordo provvisorio sulla nomina dei Vescovi, firmato il 22 settembre 2018, rinnovando altresì la volontà di proseguire il dialogo istituzionale a livello bilaterale per favorire la vita della Chiesa cattolica e il bene del popolo cinese. Apprezzamento è stato espresso per gli sforzi che si stanno compiendo per debellare l’epidemia di coronavirus e solidarietà nei confronti della popolazione colpita. Infine, si è auspicata maggiore cooperazione internazionale al fine di promuovere la convivenza civile e la pace nel mondo e si sono scambiate considerazioni sul dialogo interculturale e i diritti umani».


Forse complice l’epidemia di Coronavirus e l’attuale difficoltà politica e di immagine di Pechino, forse per ringraziare degli aiuti e soprattutto della solidarietà che la Santa Sede e Papa Francesco hanno manifestato da subito al popolo e alle autorità cinesi, le autorità cinesi hanno deciso di compiere un passo avanti senza precedenti verso il Vaticano. La Cina reagisce all’isolamento internazionale nel quale è finita, complice il sospetto di una comunicazione tardiva e di una reazione troppo lenta rispetto alle notizie iniziali dell’epidemia.

La Santa Sede conta sull’avvio di una normalizzazione della situazione interna verso i cattolici (su questo rimandiamo allo Studio del mese “Cattolico e cinese” pubblicato sul numero 2 del 2020 di Attualità a firma di Gianni Criveller).
La nomina dell’arcivescovo di Hong Kong – la sede è vacante dal 3 gennaio dello scorso anno – è il prossimo banco di prova. Non a caso Hong Kong con quel che lì è successo in termini di protesta. Ma all’orizzonte c’è l’ipotesi della visita papale. Chissà quando?

Gianfranco Brunelli

Direttore de “Il Regno”

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