Il silenzio della città di Rieti che, come tutte le altre città italiane, è chiusa in casa per le disposizioni date a seguito dell’emergenza epidemica, si interrompe alle 21. A quell’ora suonano le campane di tutta la diocesi. Il vescovo Domenico Pompili, dalla cattedrale, recita il Rosario e ciascuno nella propria casa prega in collegamento streaming. 

«Siamo ancora nel mezzo di questa terribile vicenda, ma con l’aiuto di Dio e con la responsabilità di ciascuno torneremo ad abbracciarci» ha detto mons. Pompili, prima di recitare un inno alla Madonna.

O Maria, Madonna del popolo,

siamo qui ai giorni del Coronavirus per non soccombere alla paura e per non perdere la speranza.

Dinanzi all’antica icona che ti ritrae col Figlio in braccio, vogliamo lasciarci ispirare dai misteri della vita di Gesù.

Siamo idealmente radunati tutti insieme: anziani, giovani, adulti, bambini. Ognuno all’interno della propria casa, con una luce accesa sulla finestra, per illuminare la notte di questa imprevista epidemia che ha sconvolto la nostra esistenza quotidiana.

Anche ai tuoi tempi, o Maria, non saranno mancate forme virali di contagio. Noi c’eravamo illusi di esserne immuni. Invece, d’un tratto, ci siamo ritrovati sfidati da un “nemico impalpabile”, che ci ha resi fragili e indifesi. E ora anche disorientati.

Una cosa l’abbiamo compresa: siamo tutti connessi, le nostre vite sono legate le une alle altre, i nostri comportamenti condizionano la vita di altri, e viceversa. La vulnerabilità di queste ore, peraltro, ci sta insegnando a distinguere nella vita quel che è necessario da quel che è superfluo. In una parola, sta riconducendoci all’essenziale.

 

Logo-Re-blog

Re-blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share via
Copy link
Powered by Social Snap