In questi giorni, in sede sia civile sia religiosa si moltiplicano gli appelli a riscoprire la bellezza e la ricchezza affettiva di stare in famiglia. Essi sono giustificati sul piano civile in quanto orientati a fare pressione sulla gente, e in particolare sui giovani, perché restino a casa. Gli appelli vanno, quindi, valutati come una forma di retorica pubblicitaria e non già come descrizione del reale. Essi risultano, invece, impropri, e in certi casi quasi empi, sul piano religioso. Lo sono per lo meno per quattro ragioni, quasi sempre sottaciute, che si situano tutte nell’orizzonte al quale chi crede in Dio dovrebbe in prima istanza indirizzare il proprio pensiero e il proprio cuore.

In Italia il numero delle persone, soprattutto anziane, che vivono sole è molto elevato, specie nelle grandi città. L’isolamento per loro non fa che rendere più pesante una già grave solitudine.

Le tensioni presenti in molte famiglie sono elevate, non di rado laceranti; la convivenza forzata, in particolare se avviene in spazi angusti, è da sempre un motivo che accresce la conflittualità; per non aprire il capitolo doloroso, e più volte tragico, delle violenze domestiche.

In questo momento ci sono famiglie divise, proprio a motivo del covid-19; i loro congiunti sono irraggiungibili, consegnati all’isolamento ospedaliero o destinati a morire nella solitudine dei reparti di malattia intensiva.

Se, come è obbligo fare, si allarga lo sguardo alla dimensione planetaria del contagio, va recepito il grido di allarme delle Nazioni Unite. Secondo i dati forniti dall’ONU sono circa 1,8 miliardi le persone in tutto il mondo che vivono in strada o in alloggi inadeguati, spesso sovraffollati, senza accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari, il che le rende particolarmente vulnerabili al Coronavirus. «Il domicilio – dicono gli esperti dell’ONU – non è mai stato come ora una questione di vita o di morte».

Se si comunicassero queste cose si parlerebbe, indirettamente ma efficacemente, pure alle famiglie che convivono serenamente, o almeno normalmente; mentre non è vero il contrario. Lasciamo, per favore, che la bellezza di stare in casa sia detta solo in sede pubblica a fini dissuasori.

Piero Stefani

presidente “Sae”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share via
Copy link
Powered by Social Snap