«Non abbiate paura». L’epidemia che unisce i cristiani

Alle soglie del triduo pasquale, che per le Chiese cristiane è il cuore dell’anno liturgico, le Chiese cristiane che vivono a fianco a fianco in Italia si rivolgono insieme ai credenti del paese con un messaggio congiunto di preghiera e unità. Il Messaggio ecumenico di Pasqua 2020 «Non abbiate paura» (Mt 28,5.10) è stato firmato l’8 aprile dalla Chiesa cattolica (mons. Spreafico, presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI), dalla Chiesa ortodossa (metropolita Gennadios del Patriarcato ecumenico) e dalla Federazione delle Chiese evangeliche (past. Negro, presidente della FCEI).

Ecco il messaggio.

Care sorelle, cari fratelli,

una volta l’anno ci rivolgiamo a voi per presentare insieme il tema della «Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani», che da oltre cinquant’anni viene preparata e celebrata congiuntamente dalle diverse Chiese, dal 18 al 25 gennaio.

In prossimità della Pasqua di risurrezione, che le nostre Chiese celebreranno in date diverse (il 12 aprile nella tradizione occidentale, e il 19 in quella orientale), sulla base della fraternità che deriva dal confessare lo stesso Signore, abbiamo sentito il bisogno di tornare a esprimerci insieme pronunciando una parola comune di fronte alla pandemia che ha colpito il nostro paese e il mondo intero. Una pandemia mondiale, dunque, che non sta risparmiando nessuna regione del mondo e che, oltre a causare disagio, sofferenza e morte, condizionerà pesantemente le celebrazioni pasquali delle Chiese cristiane, con il rischio di offuscare quel sentimento di gioia che è tipico del tempo pasquale.

Nel Vangelo secondo Matteo la risurrezione di Gesù viene annunciata prima da un terremoto e subito dopo dall’angelo del Signore che fa rotolare la grossa pietra del sepolcro, provocando in tutti i presenti – guardie e «pie donne» – un grande spavento:

«Le guardie ebbero tanta paura di lui che cominciarono a tremare e rimasero come morte. L’angelo parlò e disse alle donne: “Non abbiate paura, voi. So che cercate Gesù, quello che hanno crocifisso. Non è qui, perché è risuscitato proprio come aveva detto. Venite a vedere dov’era il suo corpo. Ora andate, presto! Andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti e vi aspetta in Galilea. Là lo vedrete. Ecco, io vi ho avvisato”. Le donne partirono subito spaventate, ma piene di gioia e andarono di corsa a portare la notizia ai discepoli» (Matteo 28,4-8, Traduzione interconfessionale in lingua corrente).

In questo testo sembra dominare un senso di paura: sia le guardie che le donne sono spaventate. Ma si tratta di una paura di segno ben diverso. Paura che rende tremebondi e che paralizza, quella delle guardie; paura unita a una grande gioia, grazie all’annuncio dell’angelo, quella delle donne. Un misto di timore e di gioia che le mette in movimento e fa di loro le prime annunciatrici della resurrezione.

Per questo, anche in questo tempo di contagio, vogliamo raccogliere l’invito dell’angelo (e poi di Gesù stesso, al v. 10): «Non abbiate paura». Nel rispetto delle norme di prudenza a cui dovremo continuare a sottostare per impedire la diffusione della pandemia, come Chiese ci sentiamo chiamate a essere, come le pie donne, annunciatrici della risurrezione, del fatto che la morte non ha l’ultima parola: «O morte, dov’è la tua vittoria?» (I Corinzi 15,55), accogliendo il dono del Cristo morto e risorto: la trasformazione, il rinnovamento e la rinascita.

Questa pandemia rafforza altresì in noi la vocazione a essere insieme, in questo mondo diviso e al contempo unito nella sofferenza, testimoni dell’umanità e dell’ospitalità, attenti alle necessità di tutti e particolarmente degli ultimi, dei poveri, degli emarginati. Con un sentimento di gratitudine speciale a Dio per i tanti che si prodigano senza sosta a fianco di chi soffre.

Anche se l’incontro tra le diverse Chiese in queste settimane è diventato per forza di cose virtuale, vogliamo raccogliere l’invito di papa Francesco, del patriarca ecumenico Bartolomeo, del Consiglio ecumenico delle Chiese e della Conferenza delle Chiese europee a unirci nella preghiera con le parole che Gesù ci ha insegnato: «Padre nostro che sei nei cieli… liberaci dal Male».

 

+ Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino,

presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI

+ Metropolita Gennadios,

arcivescovo ortodosso d’Italia e di Malta ed Esarca per l’Europa meridionale, Patriarcato Ecumenico

Luca Maria Negro,
pastore battista, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI)

Frosinone – Venezia – Roma, 8 aprile 2020.

 

 

10 aprile 2020

Logo-Re-blog

Re-blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share via
Copy link
Powered by Social Snap