Coronavirus e funzioni religiose: negli USA un sistema misto

Nel tentativo di rallentare la diffusione del Coronavirus, ogni stato degli Stati Uniti ha emanato orientamenti e norme che limitano l’interazione sociale. Ma queste regole non si applicano sempre in modo uniforme quando riguardano la partecipazione fisica alle funzioni liturgiche o ad altri raduni religiosi.

In pratica, solo 10 stati vietano i raduni religiosi di qualsiasi tipo con i partecipanti fisicamente presenti, secondo l’analisi condotta dal Pew Research Center delle recenti norme a livello di singoli stati. Questo elenco comprende la California, dove un gruppo di Chiese ha denunciato il governatore Gavin Newsom davanti alla Corte federale per ciò che stigmatizzano come una violazione del Primo Emendamento (diritto a esercitare liberamente la propria religione). La scorsa settimana un giudice federale ha respinto la loro richiesta di celebrare le liturgie.

Forse è avendo presente questa vertenza che, per la maggior parte, gli altri stati hanno previsto, all’interno delle loro norme e direttive sul «restare a casa», delle forme di esenzione per i raduni religiosi, cercando in tal modo di bilanciare la preoccupazione per la libertà religiosa con la prassi del distanziamento sociale. I Centers for Disease Control and Prevention (CDC, Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie) continuano a raccomandare di evitare i raduni di più di dieci persone, mentre negli assembramenti che ancora hanno luogo ciascuno dovrebbe rimanere distante dagli altri almeno 6 piedi (1,8 metri).

In certi casi gli stati hanno qualificato le liturgie religiose come «essenziali», equiparandole ai negozi di alimentari e ai servizi sanitari. Tra questi rientrano la Florida, la Carolina del Sud e il Tennessee. Circa un terzo degli stati (per la precisione 15) al momento permette che i raduni religiosi continuino, senza alcun limite sulla quantità dei partecipanti.

22 stati e il Distretto di Columbia hanno specificato, nei loro decreti, che i raduni religiosi possono avere luogo ma solo se limitati a meno di 10 persone. Tra questi il Rhode Island, dove i raduni sono limitati a 5 persone. Altri 2 stati, il Connecticut e l’Oregon, limitano i raduni religiosi a, rispettivamente, 50 e 25 persone. Dal canto suo il Kentucky proibisce i «raduni di massa», compresi quelli su base religiosa, ma non specifica quante persone costituiscono un raduno di massa (queste analisi sono aggiornate ai provvedimenti usciti fino al 24 aprile 2020, mentre non tengono conto di successivi cambiamenti).

In alcuni casi i capi religiosi si sono opposti a queste disposizioni, celebrando le funzioni a dispetto degli avvertimenti dei responsabili pubblici. Ma molti altri hanno cancellato le funzioni, volendo aderire agli orientamenti del CDC sebbene le esenzioni a livello statale consentissero loro di proseguire le liturgie comunitarie.

Alcune comunità hanno scelto soluzioni creative, non solo trasmettendo le funzioni in streaming o tramite le reti televisive, ma svolgendo funzioni religiose drive-in, alle quali le persone possono partecipare dall’interno delle rispettive automobili distanziate sei piedi l’una dall’altra, invece che all’interno di un luogo di culto. Al momento, sette stati permettono esplicitamente che abbia luogo questo genere di raduno, mentre molti altri raccomandano alle organizzazioni religiose di trasmettere le funzioni online.

 

 

Questo post è la traduzione integrale dall’inglese di un articolo pubblicato sul sito del Pew Research Center il 27 aprile 2020 con il titolo «Most states have religious exemptions to COVID-19 social distancing rules»

Virginia Villa

Giornalista

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