La decisione di non consentire la ripresa dei riti a causa dei rischi di contagio annunciata in una conferenza stampa dal Presidente del consiglio Giuseppe Conte, il 26 Aprile scorso, ha suscitato un vasto dibattito.

Grazie ad uno studio promosso dal laboratorio SPS/Trend del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano è possibile analizzare come varia giornalmente l’andamento di un’opinione su un tema o di un comportamento[1]. Dal 17 aprile 2010 in poi è stato rilevato anche l’andamento giornaliero del livello di accordo sulla sospensione dei riti tra tutti gli italiani e all’interno di tre altri gruppi distinti secondo la loro partecipazione alla messa prima della chiusura delle chiese (praticanti regolari, con frequenza mensile o stagionale, mai).

 

 

La figura selezionata mostra che la stragrande maggioranza degli italiani dal 17 maggio ha espresso un’opinione favorevole alla sospensione dei riti. La media di accordo è molto elevata. Supera punto 8 in una scala da 0 a 10. Lo è anche tra i praticanti regolari, anche se in questo caso meno del resto degli italiani.

La figura mostra inoltre che il livello medio di accordo presenta sensibili variazioni giornaliere. Anzitutto il livello di accordo inizia a calare qualche giorno prima della conferenza stampa del 26 aprile per poi assestarsi ad un livello più basso qualche giorno dopo il 26 aprile. Tra chi non si reca mai ai riti addirittura tende a risalire.

Ma l’aspetto certamente più rilevante è quanto accade tra coloro che hanno detto che prima della chiusura delle chiese partecipavano alla messa saltuariamente (da una volta al mese a qualche volta all’anno). All’inizio del periodo di osservazione costoro erano più favorevoli alla sospensione della media degli italiani. Nei giorni precedenti il 26 aprile le loro opinioni si allineano alla media degli italiani, per poi scendere tra la fine di aprile e gli inizi di maggio in misura sensibile, sino a collocarsi addirittura ad un livello più basso di quello dei praticanti regolari.

L’andamento del livello di accordo tra i praticanti regolari sembra invece seguire le variazioni degli italiani presi nel loro complesso. Anche tra i cattolici prevale la prudenza. Il tema della sicurezza sulle esigenze di culto. Prima la salute.

 

 

[1] Informazioni complete sul progetto del laboratorio SPS/Trend e il primo rapporto di ricerca si trovano a questo link https://spstrend.unimi.it/it/response-covid-19.html. Su questo sito verranno regolarmente pubblicati tutti i rapporti e gli approfondimenti, tra cui tra breve uno sulla religione al tempo del Covid-19 di cui anticipiamo questo primo risultato. Ringrazio il gruppo di ricerca per avermi permesso di accedere a questo dato.

Paolo Segatti

Sociologo

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