Con questo comunicato, pubblicato nella serata di martedì 26 maggio, la Comunità di Bose ha dato notizia delle conclusioni raggiunte dalla Santa Sede a seguito della visita apostolica svoltasi tra dicembre 2019 e gennaio 2020: i monaci Enzo Bianchi, Goffredo Boselli, Lino Breda e la monaca Antonella Casiraghi «dovranno separarsi dalla Comunità monastica di Bose e trasferirsi in altro luogo, decadendo da tutti gli incarichi attualmente detenuti». Tali conclusioni sono contenute in un «decreto singolare» («un atto amministrativo emesso dalla competente autorità esecutiva, mediante il quale secondo le norme del diritto è data per un caso particolare una decisione o viene fatta una provvisione, le quali per loro natura non suppongono una petizione fatta da qualcuno»; cf. CIC cann. 48-58) firmato il 13 maggio 2020 dal segretario di Stato card. Parolin e approvato in forma specifica da papa Francesco. È stato p. Cencini, uno dei visitatori, a informarne nei giorni scorsi i quattro religiosi. Il comunicato è stato pubblicato dal momento che, «a partire dalla notifica del decreto, l’annunciato rifiuto dei provvedimenti da parte di alcuni destinatari ha determinato una situazione di confusione e disagio ulteriori». Il card. Parolin ha inoltre inviato al priore Luciano Manicardi e alla comunità una lettera nella quale è tracciato «un cammino di avvenire e di speranza, indicando le linee portanti di un processo di rinnovamento». (G.Mc.)

Come da noi annunciato a suo tempo, in seguito a serie preoccupazioni pervenute da più parti alla Santa Sede che segnalavano una situazione tesa e problematica nella nostra comunità per quanto riguarda l’esercizio dell’autorità del fondatore, la gestione del governo e il clima fraterno, il santo padre Francesco ha disposto una visita apostolica, affidata al rev.do p. abate Guillermo León Arboleda Tamayo osb, al rev.do p. Amedeo Cencini fdcc e alla rev.da m. Anne-Emmanuelle Devéche ocso, abbadessa di Blauvac.

Tenendo conto della rilevanza ecclesiale ed ecumenica della Comunità di Bose e dell’importanza che essa continui a svolgere il ruolo che le è riconosciuto, superando gravi disagi e incomprensioni che potrebbero indebolirlo o addirittura annullarlo, con la visita apostolica il santo padre ha inteso offrire alla medesima comunità un aiuto sotto forma di un tempo di ascolto da parte di alcune persone di provata fiducia e saggezza.

La visita apostolica si è svolta dal 6 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 e, al termine di essa, i visitatori hanno consegnato alla Santa Sede la loro relazione, elaborata sulla base del contributo delle testimonianze liberamente rese da ciascun membro della comunità. Dopo prolungato e attento discernimento e preghiera, la Santa Sede è giunta a delle conclusioni – sotto forma di un decreto singolare del 13 maggio 2020, a firma del card. Pietro Parolin, segretario di Stato di sua santità e approvato in forma specifica dal papa – che sono state comunicate agli interessati alcuni giorni fa dal rev.do p. Amedeo Cencini, nominato delegato pontificio ad nutum Sanctae Sedis, con pieni poteri, accompagnato da s.e. mons. José Rodriguez Carballo ofm, segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, e da s.e. mons. Marco Arnolfo, arcivescovo metropolita di Vercelli.

Tale comunicazione è avvenuta nel massimo rispetto possibile del diritto alla riservatezza degli interessati. Poiché, tuttavia, a partire dalla notifica del decreto, l’annunciato rifiuto dei provvedimenti da parte di alcuni destinatari ha determinato una situazione di confusione e disagio ulteriori, si ritiene necessario precisare che i provvedimenti di cui sopra riguardano fr. Enzo Bianchi, fr. Goffredo Boselli, fr. Lino Breda e sr. Antonella Casiraghi, i quali dovranno separarsi dalla Comunità monastica di Bose e trasferirsi in altro luogo, decadendo da tutti gli incarichi attualmente detenuti.

Con lettera del segretario di Stato al priore e alla comunità, inoltre, la Santa Sede ha tracciato un cammino di avvenire e di speranza, indicando le linee portanti di un processo di rinnovamento, che confidiamo infonderà rinnovato slancio alla nostra vita monastica ed ecumenica.

In questo tempo che ci prepara alla Pentecoste invochiamo una rinnovata effusione dello Spirito su ogni cuore, perché pieghi ciò che è rigido, scaldi ciò che è gelido, raddrizzi ciò che è sviato e aiuti tutti a far prevalere la carità che non viene mai meno.

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Comunità di Bose

Un pensiero riguardo “Bose – Enzo Bianchi: Speranza nella prova

  • 1 Giugno 2020 in 22:37
    Permalink

    sarebbe bene chiarire meglio quali siano le motivazioni profonde alla base di un provvedimento inedito, nel nostro tempo, quanto sconcertante per molti. francesco domenico capizzi e maria teresa cacciari

    Risposta

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