Rilanciare l’Europa attraverso la giustizia

Qui, in una nostra traduzione dall’inglese, la «risposta» diffusa il 27 maggio 2020 dalla Commissione Affari sociali della COMECE al «piano di rilancio» presentato dalla Commissione Europea a fronte della pandemia da COVID-19.

«In questo tempo nel quale è necessaria tanta unità tra noi, tra le nazioni, preghiamo oggi per l’Europa: perché l’Europa riesca ad avere questa unità, questa unità fraterna che hanno sognato i padri fondatori dell’Unione Europea» (Francesco, Introduzione alla messa, Casa Santa Marta, 22.4.2020).

Il progetto europeo è l’ideale sognato in risposta alla tragedia umana di una guerra brutale. Un forte senso di appartenenza reciproca e una chiara visione fornirono ai padri fondatori l’ispirazione per creare quella comunità che oggi è diventata l’Unione Europea (UE). Oggi, nel mezzo di una nuova tragedia – la pandemia da COVID-19 –, facciamo appello all’Unione Europea perché rinnovi il suo spirito di solidarietà e sia concorde su un piano di rilancio che ponga al proprio centro la questione della giustizia.

La pandemia da COVID-19 e le sue conseguenze hanno colpito l’UE in maniera inaspettata e brutale. La sua improvvisa esplosione ha mostrato la nostra vulnerabilità alle crisi sanitarie nonché la fragilità e la debolezza dell’UE quando deve agire di fronte a una crisi. (leggi anche qui

La mancanza di solidarietà, le chiusure unilaterali delle frontiere e le azioni autoreferenziali intraprese dagli Stati membri in marzo hanno suscitato la delusione di molti cittadini rispetto al progetto europeo. Mentre le conseguenze hanno rivelato l’incapacità dell’UE a stare all’altezza dei suoi valori in tempi di crisi, il piano di rilancio recentemente proposto dalla Commissione Europea definisce la chiara prospettiva di un’Europa che mira a crescere unita. Un accordo rapido su un piano di rilancio così ambizioso sarebbe il segno visibile che l’UE e i suoi Stati membri si sono rimessi sulla via della solidarietà. Andrebbe a completare le numerose iniziative immediate che l’UE ha assunto in risposta alla crisi, compreso il primo piano di salvataggio, le pronte reazioni della BCE e i percorsi comuni per il rilancio e il ritiro delle misure di contenimento del COVID-19.

L’idea di uno strumento di rilancio che consenta alla Commissione Europea di raccogliere dai mercati finanziari 750 miliardi di euro e di assegnarli agli Stati membri che ne avranno bisogno attraverso sovvenzioni (500 miliardi) e prestiti (250 miliardi) si pone sulla scia dell’appello, lanciato da papa Francesco nel suo Messaggio Urbi et Orbi in occasione della scorsa Pasqua (12.4.2020), a «dare ulteriore prova di solidarietà, anche ricorrendo a soluzioni innovative». Mentre accogliamo con favore l’iniziativa franco-tedesca, che ha già espresso il suo sostegno a tale progetto, raccomandiamo che si raggiunga un rapido accordo tra gli stati membri e al Parlamento europeo sul piano di rilancio e il relativo «quadro finanziario pluriennale» (Multiannual Financial Framework – MFF). Dal momento che la discussione dovrebbe essere orientata al bene comune e guidata da uno spirito di solidarietà, l’UE dovrebbe puntare a un accordo che aiuti l’Europa a un rilancio fondato sulla giustizia ecologica, sociale e contributiva.

 

Promuovere la giustizia ecologica

La pandemia da COVID-19 ha svelato tanto la nostra dipendenza quanto il nostro disastroso impatto su un ecosistema estremamente fragile. Un virus che è causa di malattie respiratorie ci ha fatto rendere conto che non possiamo vivere sani su di un pianeta malato e inquinato. Allo stesso tempo la pandemia ci ha mostrato che non è troppo tardi per agire: le immagini dei corsi d’acqua meno inquinati che attraversano oggi le città europee e i dati scientifici sulla diminuzione dell’inquinamento sono le prove degli effetti negativi dell’impronta industriale dell’umanità.

Ciò dovrebbe incoraggiarci ad andare oltre le nostre attuali ambizioni sulla cura della nostra casa comune. Dobbiamo riconoscere che la pandemia da COVID-19 è legata alla più ampia crisi socio-ecologica che ci è diventata sempre più evidente attraverso il cambiamento climatico, la perdita della biodiversità e le sue disastrose conseguenze sui più vulnerabili, e che «un mondo fragile, con un essere umano al quale Dio ne affida la cura, interpella la nostra intelligenza per riconoscere come dovremmo orientare, coltivare e limitare il nostro potere» (Francesco, lettera enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune, 24.5.2015, n. 78).

Non possiamo limitarci a ricostruire i nostri vecchi modelli e a ristabilire le nostre radicate abitudini, ma dobbiamo cogliere questo momento come un’opportunità per operare un cambiamento radicale e rinvigorire i nostri sforzi in direzione di uno sviluppo integrale e di un pensiero innovativo rivolto al futuro. Siamo pertanto favorevoli alla proposta della Commissione di integrare il Green Deal europeo in quanto strategia di base all’interno del piano di rilancio e facciamo appello agli Stati membri dell’UE affinché traducano i loro impegni di neutralità climatica e di cura dell’ambiente in azioni concrete che stimolino l’Europa a una conversione ecologica. La pandemia ci sta mostrando che serve un’azione urgente.

 

Promuovere la giustizia sociale

Nel negoziare e nel mettere in pratica il piano di rilancio e il MFF, l’UE deve mostrare cura e rispetto per i bisogni dei più vulnerabili, al fine di garantire in Europa la coesione sociale. Insieme, il Parlamento europeo e gli Stati membri devono puntare a un bilancio europeo che sia più forte a lungo termine. La lotta contro il cambiamento climatico, il COVID-19, la povertà e le iniquità esigono un’UE il cui bilancio complessivo sia allineato alle sue priorità politiche e ai suoi valori.

Mentre lo strumento di rilancio deve essere indirizzato alle regioni e ai cittadini maggiormente bisognosi, facciamo appello all’UE perché incrementi anche i fondi dei programmi già esistenti destinati ai poveri, ai senzatetto, ai migranti e ai richiedenti asilo. Parallelamente l’UE si prepari all’eventualità che non si raggiunga un accordo sul MFF entro gennaio 2021 e dunque lavori su un piano d’emergenza che proroghi di un anno l’attuale quadro finanziario. La mancata chiusura delle trattative entro i tempi dovuti andrebbe a svantaggio dei numerosi gruppi vulnerabili in Europa che vengono sostenuti dai finanziamenti dell’UE.

 

Promuovere la giustizia contributiva

Dobbiamo essere sicuri che nessuno possa sfuggire alla sua responsabilità di contribuire al processo di rilancio dell’Europa. In risposta a questa crisi, l’UE deve urgentemente arginare le strutture di «una corruzione ramificata e un’evasione fiscale egoista, che hanno assunto dimensioni mondiali» (Francesco, esortazione apostolica Evangelii gaudium sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale, 24.11.2013, n. 56), e rafforzare le condizioni per una fiscalità equa all’interno dell’UE. Per troppo tempo un gruppo di Stati membri ha bloccato o mitigato le proposte della Commissione rivolte a contrastare l’evasione e la frode fiscale. Allo stesso tempo, questa pandemia ha rivelato a tutti l’importanza di infrastrutture e di servizi pubblici solidi.

Facciamo appello all’UE affinché siano colmati quegli spazi negli ordinamenti che consentono l’evasione fiscale e a concordare una linea comune sulla tassazione delle imprese. Inoltre l’UE dovrà varare un’imposta sulle transazioni finanziarie su scala europea e proseguire attivamente le trattative per un modello di tassazione più equo delle imprese digitali a livello OCSE.

La pandemia da COVID-19 è stata causa di molto dolore e di grande sofferenza in tutta l’Europa. Le iniziali carenze degli Stati membri in fatto di solidarietà hanno alimentato la delusione rispetto al progetto europeo e accresciuto le tensioni. Alimentiamo una nuova speranza per l’Europa attraverso un piano di rilancio che esprima il nostro ritrovato spirito di solidarietà nonché la nostra ambizione a lavorare per un futuro giusto. Operiamo insieme, speriamo e preghiamo perché questa crisi sia l’inizio di un rilancio europeo attraverso la giustizia.

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