Un canale YouTube – W la fede, come lo dicono i giovani – con più di 60.000 iscritti, che contiene dei video sulla fede girati e montati in prima persona, e quasi 2 milioni di visualizzazioni che lo hanno portato a essere il prete più seguito del momento. È questa, in sintesi, la storia di don Alberto Ravagnani, giovane sacerdote a Busto Arsizio (Varese), diventato un vero e proprio fenomeno del web: basta cercarlo su Google per trovare il suo nome affiancato alla parola youtuber.

È parlandogli al telefono, però, che si scopre la vera notizia, la storia dentro alla storia: non solo il don Alberto youtuber che si inventa dei video per restare in contatto con i ragazzi durante il lockdown, quanto don Alberto stesso. Chiacchierandoci, infatti, si scopre l’energia che lo ha portato sul web, mosso dall’amore per gli adolescenti che ogni giorno incontra in oratorio e a scuola.

Don Alberto, prima che essere youtuber – ma non si definirebbe un influencer, ci tiene a precisare – è docente di religione al liceo scientifico. Un’esperienza cominciata quest’anno e che gli sta insegnando molto, come mi racconta: «Sono un novellino, sto imparando tanto: da professore si impara più che da alunno, sempre che il cuore sia disponibile a farlo».

Il centro di questa storia – della sua storia – sono i giovani, una vera e propria missione: «Mi sento molto chiamato ad andare incontro al mondo dei ragazzi. Cerco di mescolarmi per capire, per vedere e rendermi conto cosa c’è anche fuori dall’oratorio per conoscere la loro realtà, il loro linguaggio, le cose che fanno, le serie tv che guardano, anche le trasgressioni da cui sono attratti». Tanto da decidere di vestirsi in borghese, tirarsi su il cappuccio e uscire alla sera per andare a parlare con quelli del parcheggio di Busto Arsizio, luogo di ritrovo di decine di ragazzi di ogni tipo.

Le domande che titolano i suoi video su YouTube – «Sei felice? Ascolta il tuo cuore», oppure: «Arrivare a Dio: qual è la via migliore?» – sono quesiti che cercano di provocare la coscienza dei ragazzi: «Quando faccio i video penso di avere davanti i loro volti precisi. Mi danno suggerimenti per i temi da trattare e la scaletta la definisco in base ai loro discorsi e alle loro esigenze. I video li faccio per loro».

 E YouTube, in tutto questo, non è che uno strumento di evangelizzazione: «Quello che ho fatto con YouTube non mi sembra tutta sta gran cosa. Quello che cerco di fare è una versione 2.0 della mia vita da prete in oratorio. Se non usassi questa capacità di comunicare farei un torto a Dio che me l’ha messa dentro e alle persone che verrebbero private del messaggio del Vangelo».

L’intervista completa a don Alberto sarà pubblicata sul prossimo numero di Regno Attualità.

Giuliano Martino

giornalista

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