Una Conferenza ecclesiale per l’Amazzonia

Il 29 giugno 2020 un comunicato congiunto di CELAM e REPAM ha annunciato la nascita della «Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia», organismo voluto dal recente Sinodo dei vescovi della regione panamazzonica (6-27.10.2019). Lo presiederà il card. Claudio Hummes. Sul significato di questo nuovo soggetto ecclesiale si è espresso recentemente il teologo Rafael Luciani all’interno di un più ampio articolo su «Querida Amazonía. ¿El inicio de una nueva recepción creativa del camino sinodal?», comparso su Religion Digital il 29 febbraio 2020. (G.Mc.)

L’attuale fase del pontificato di Francesco deriva da un processo di ecclesiogenesi che suppone l’assunzione di distinti livelli di conversione, i quali convergono l’uno nell’altro: la conversione pastorale, che costituisce la radice autenticamente latinoamericana della recezione conciliare; la conversione sinodale, che esprime la continuità e l’approfondimento della lettera e dello spirito del Concilio; la conversione ecologica, che apre la Chiesa a una nuova relazione di tipo interculturale e interdisciplinare con il mondo; la conversione culturale, che propone processi d’inculturazione altri rispetto alla modalità coloniale. Ma tali conversioni avranno senso nel momento in cui daranno forma a un nuovo modo di essere Chiesa che si traduca in una conversione ministeriale.

Questo orizzonte teologico-culturale e pastorale segna una nuova ora per la Chiesa latinoamericana dopo il Sinodo per l’Amazzonia. Ma la difficoltà consiste nel fatto che il nuovo modello ancora non c’è: ci troviamo in una fase ecclesiale di transizione. Francesco parla di «vie» ancora «non immaginate» (Querida Amazonia, n. 104). Viviamo immersi in una tensione tra il vecchio modello predominante, basato sulla cultura ecclesiale clericale e monoculturale che è crollata, e un altro modello emergente, chiamato a costruire la futura cultura ecclesiale laicale, che ancora non trova il modo e la forma con cui rispondere alle nuove sfide pastorali.

È importante considerare l’appello della Querida Amazonia a creare un nuovo organismo ecclesiale regionale (cf. n. 97). Questa struttura rivestirà un ruolo chiave nel fare una cosa sola della conversione ecologica integrale e della conversione ecclesiologica ministeriale. Se si realizzerà questa unione, potremo parlare di una Chiesa dal volto amazzonico (cf. Querida Amazonia, nn. 61, 77 e 94), perché la finalità propria della nuova struttura ecclesiale consiste nell’articolare e sviluppare «una pastorale d’insieme differenziata nelle rispettive priorità» (n. 97), il che suppone un nuovo riconoscimento dell’autorità delle Chiese locali. I processi di discernimento teologico-culturale devono aiutare a progettare e sviluppare nuovi ministeri e riti propri (cf. n. 82). Lungo questa strada si potrà rispondere pastoralmente alle nuove sfide socioculturali che investono la regione.

Questo nuovo organismo è chiamato a costituirsi tra le «Chiese locali dei diversi paesi latinoamericani» e dunque si colloca nel segno di un’ecclesiologia non universalista ma delle Chiese locali. Una richiesta che era già stata avanzata nel 2007 dai vescovi riuniti nella Conferenza di Aparecida, come ricorda lo stesso papa Francesco: «Incoraggio l’approfondimento del compito comune che si realizza attraverso la REPAM e altre associazioni, con l’obiettivo di consolidare ciò che già chiedeva Aparecida: “Stabilire, tra le Chiese locali dei diversi paesi sudamericani che fanno parte del bacino amazzonico, una pastorale d’insieme differenziata nelle rispettive priorità”. Questo vale specialmente per le relazioni tra le Chiese limitrofe» (Querida Amazonia, n. 97).

Possiamo affermare dunque che siamo all’inizio di un nuovo tempo della Chiesa in America Latina, che rappresenta tanto un’opportunità quanto una sfida, dal momento che non vi è alcuna «chiusura». Il cammino di recezione di tutto il processo sinodale continua (cf. Querida Amazonia, nn. 2-4), ma si delinea ora attraverso la responsabilità e la parresia delle Chiese locali della regione. In ciò sarà determinante la visione promossa dal Consiglio episcopale latinoamericano, forte della tradizione e della maturità della Chiesa latinoamericana come Chiesa fonte.

Rafael Luciani

teologo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share via
Copy link
Powered by Social Snap