Non tutti ci hanno perso con la pandemia.

L’Oxfam, una confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale, qualche giorno fa ha pubblicato un rapporto intitolato Potere, profitti e pandemia, che evidenzia gli straordinari guadagni di alcune compagnie negli ultimi 6 mesi, mentre il COVID-19 ha fatto ormai quasi un milione di vittime e mezzo milione di disoccupati (per la maggior parte donne).

Il problema non sono i guadagni, del tutto legittimi, ma un modello d’impresa orientato esclusivamente a massimizzare i profitti per gli azionisti e a incrementare il valore finanziario delle aziende, a discapito dello sviluppo dei livelli occupazionali e retributivi dei dipendenti e di una più ampia attenzione alla società.

«La pandemia – afferma l’Oxfam – ha ulteriormente evidenziato l’ampio fossato che c’è tra i pochi e i molti. Mentre i lavoratori, le loro famiglie e le imprese – in particolare quelle piccole e medie – faticano a sopravvivere, alcune grandi imprese sono riuscite o a proteggersi dal contraccolpo economico della pandemia, o addirittura a guadagnarci».

Ma secondo le organizzazioni che lavorano per lo sviluppo, la distorsione dell’impatto economico del COVID-19 non è né un fenomeno naturale, né un caso storico fortuito: questo impatto si sarebbe potuto attenuare, condividendo più equamente il contraccolpo economico. I governi avrebbero potuto essere più preparati, i lavoratori meglio protetti e le aziende in difficoltà avrebbero potuto essere più resilienti allo shock economico.

Sono principalmente tre i modi in cui le grandi imprese hanno acuito l’impatto economico del COVID-19:

– I dividendi eccessivi pagati agli azionisti prima della crisi hanno lasciato le imprese, i lavoratori e i governi vulnerabili allo shock causato dalla pandemia. Negli ultimi 4 anni prima della pandemia le 59 aziende con i maggiori profitti al mondo hanno distribuito quasi 2.000 miliardi ai loro azionisti, in media l’83% dei loro utili netti. L’ultimo decennio ha visto le aziende della classifica Fortune Global 500 (una lista dei primi 500 gruppi economici mondiali, stilata in base al fatturato) aumentare i propri profitti del 156%, una crescita di gran lunga maggiore rispetto a quella del PIL mondiale, permettendo a tali imprese di assicurarsi una fetta ancora maggiore della torta economica globale.

– Le grandi società si arricchiscono, ma contribuiscono poco all’azione dei governi per far fronte alla pandemia. Il COVID-19 ha ribadito il ruolo indispensabile dei governi per risolvere problemi che affliggono tutta la società. L’analisi dell’Oxfam dimostra fino a che punto alcune società abbiano aumentato i propri profitti durante la pandemia: 32 tra le aziende più redditizie prevedono di aumentare complessivamente di 109 miliardi di dollari la media dei loro già ampi guadagni rispetto al 2019, e tuttavia non si è verificato nessun dripping down in tasse e filantropia. Al contrario c’è stato un calo nelle tasse, e le donazioni ammontano a una media dello 0,32%.

Perciò l’Oxfam propone una vera e propria tassa straordinaria, come avvenne dopo le due guerre mondiali, sui profitti realizzati nella pandemia, che potrebbe ammontare fino a 104 miliardi di dollari e potrebbe pagare i vaccini per tutto il pianeta.

– Le società che antepongono i profitti alle persone hanno peggiorato la crisi da COVID-19. A dispetto della retorica di ridefinire una nuova finalità d’impresa e «ricostruire meglio di prima» dopo il COVID-19, i vertici societari hanno realizzato pochi cambiamenti significativi.

Al contrario, pur con alcune lodevoli eccezioni, le risposte delle imprese al COVID-19 hanno rivelato il fossato enorme tra gli impegni affermati e la pratica. L’Oxfan ha identificato più di 100 casi nei quali le società hanno continuato a distribuire dividendi mentre ricevevano aiuti dallo stato e licenziavano dei lavoratori, hanno spostato i costi e i rischi lungo la filiera di approvvigionamento, hanno fatto pressione sui governi per deregolamentare le tutele ambientali, fiscali e sociali.

La pandemia non ha creato ingiustizie economiche, razziali e di genere, ma le ha smascherate e amplificate.

Il rapporto propone un ripensamento del modello economico, improntato a 4 P (inglesi): purpose (finalità), cioè ridefinire il «perché» dell’attività economica; persone, cioè mettere le persone al centro dell’economia; profitti, cioè assicurare una giusta percentuale a tutti i soggetti coinvolti; e potere, cioè trasformare la governance delle società.

Sala

Daniela Sala

Caporedattrice Documenti de “Il Regno”

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