«A noi, che in questi tempi ci confrontiamo con la pandemia e con le tante sofferenze fisiche e psichiche che provoca, Padre Marella insegna a non abituarci mai al male e a cercare risposte concrete e per tutti. Siamo sulla stessa barca. Tutti fratelli. Non accettiamo che nessuno sia lasciato fuori da questa, perché vorrebbe dire abbandonarlo in mezzo alle onde di tempeste terribili». Con queste parole il cardinale di Bologna, Matteo Zuppi, ha ricordato la figura di padre Olinto Marella, proclamato beato domenica 4 ottobre.

 

Dalla crisi provocata dal Covid «possiamo uscirne solo insieme» ha spiegato il card. Zuppi durante l’omelia in Piazza Maggiore. «Non vogliamo che nessuno sia lasciato solo o indietro. Non c’è tempo da perdere in discussioni inutili, calcoli di convenienze da cercare o orgogli personali da difendere: è troppo serio il momento per sciuparlo in meschini interessi individuali. Non perse tempo Padre Marella e dopo la pandemia della guerra coinvolse tanti, direi quanti più poteva, tutti nel solidum dell’elemosina, mettendosi nel cuore della città, aiutando i bolognesi a capire la loro stessa città e a trovare il cuore».

 

Per questo la figura di Padre Marella è e deve essere ancora viva nella comunità. Come un fiammifero acceso. «Oggi ci sentiamo più uniti e più determinati a riempire e a porgere noi quel cappello di condivisione e di solidarietà per rispondere alle sofferte domande degli uomini. Facciamoci umili mendicanti, come peraltro siamo, per preparare il futuro per altri e dare il nostro cuore in elemosina. L’umiltà attrae e rende davvero grandi».

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