Tredici nuovi cardinali annunciati domenica 25 ottobre all’Angelus da papa Francesco. Nove non ancora ottantenni, e dunque potenziali elettori in un conclave. Sei italiani; gli altri tutti extraeuropei tranne Mario Grech, maltese, segretario del Sinodo dei vescovi. Quattro curiali.

 

Di alcuni di loro gli archivi de Il Regno hanno qualcosa da raccontare.

 

Di mons. Marcello Semeraro, neo prefetto della Congregazione delle cause dei santi, abbiamo già ricordato un importante testo nel post pubblicato qui su Re-blog lo scorso 15 ottobre. Gli indici della nostra rivista riportano altri 8 interventi, tra il 2011 e il 2018.

 

Di mons. Mario Grech, segretario del Sinodo dei vescovi, ecco la bella lettera pastorale scritta  nel 2017, quando era vescovo di Gozo, sull’accoglienza dei divorziati risposati, sulla scia dell’esortazione apostolica Amoris laetitia.

 

Di mons. Wilton Gregory, arcivescovo di Washington, da leggere il suo intervento al Sinodo dei vescovi del 2001, quando era in procinto di essere eletto presidente della Conferenza dei vescovi degli Stati Uniti. Il Sinodo era dedicato a «Il vescovo servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo» e Gregory prese la parola a proposito di «Comunicazione e annuncio».

 

Di mons. Felipe Arizmendi, vescovo emerito di San Cristóbal de Las Casas, il cui nome è legato indissolubilmente al tentativo di rispondere con fedeltà e creatività alle problematiche pastorali della regione messicana del Chiapas, sul Regno ecco il suo intervento su «L’ecologia e i popoli nativi», pronunciato a un simposio del CELAM.

Guido Mocellin

Giornalista

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