L’arcivescovo di Los Angeles e presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (USCCB), José H. Gomez, ha firmato il 7 novembre una nota nella quale l’USCCB riconosce Biden come nuovo presidente degli Stati Uniti e ne saluta la legittima elezione. Un testo e un gesto importanti, a fronte della spaccatura culturale e sociale dell’America, emersa anche percentualmente nelle elezioni presidenziali. Spaccatura che riguarda anche il voto cattolico complessivamente preso: il 50% degli elettori cattolici ha votato Trump e il 49% Biden. Una divisione che attraversa lo stesso episcopato statunitense, con percentuali più favorevoli a Trump.

Il riconoscimento è un passo interno importante nel cercare di normalizzare e ricucire una situazione resa ulteriormente difficile dall’atteggiamento del presidente uscente, che non ha riconosciuto la vittoria di Biden e che sta attivando tutti i possibili ricorsi legali, mantenendo in tensione il Paese.

Biden, secondo presidente cattolico degli Stati Uniti, è un moderato e un pragmatico. Il suo programma politico corrisponde maggiormente alla svolta sociale di papa Francesco, e il gesto dei vescovi cattolici riapre di fatto un dialogo tra la stessa Santa Sede e l’America che si era interrotto dopo la vittoria di Trump nel 2016. Basterà ricordare la mancata visita al papa del segretario di Stato Pompeo solo qualche settimana fa, durante la sua tappa romana. I vescovi fermano anche le farneticazioni di esponenti un tempo di rango della gerarchia ecclesiastica, come ad esempio l’ex nunzio mons. Carlo MariaViganò, le cui uscite, rilanciate anche in Italia, sembrano fare il paio con talune dichiarazioni dell’ex presidente. (G.B.)

Ora che Joe Biden è stato eletto come 46° presidente della nazione «è tempo che i nostri leader si mettano insieme in uno spirito di unità nazionale», ha detto l’arcivescovo di Los Angeles José H. Gomez, presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (USCCB). Essi devono anche «impegnarsi nel dialogo e nell’impegno per il bene comune», ha aggiunto in una dichiarazione diffusa lo scorso 7 novembre. (…)

Biden è il secondo cattolico nella storia degli Stati Uniti a essere eletto alla più alta carica della nazione, dopo il presidente John F. Kennedy, che fu scelto 60 anni fa, l’8 novembre 1960. Kamala Harris diventa la prima donna a essere stata eletta vicepresidente del Paese.

«Ringraziamo Dio per la benedizione della libertà. In queste elezioni il popolo americano si è pronunciato», ha detto mons. Gomez, congratulandosi con Biden e Harris a nome della USCCB. «Come cattolici e come americani le nostre priorità e la nostra missione sono chiare», ha aggiunto. «Siamo qui per seguire Gesù Cristo, per rendere testimonianza al suo amore nella nostra vita e per costruire il suo Regno sulla terra».

Mons. Gomez ha detto che, secondo lui, «in questo momento della storia americana i cattolici hanno un dovere speciale: essere costruttori di pace, promuovere la fraternità e la fiducia reciproca e pregare perché nel nostro Paese si diffonda un rinnovato spirito di vero patriottismo». La democrazia «pretende che tutti noi ci comportiamo come persone capaci di virtù e di auto-disciplina», ha aggiunto. «Pretende che rispettiamo la libera espressione delle opinioni e che ci trattiamo reciprocamente con carità e senso civico, anche se possiamo essere in profondo disaccordo quando discutiamo di questioni di diritto e di interesse pubblico».

L’arcivescovo di Los Angeles ha chiesto che Maria, «patrona di questa grande nazione, interceda per noi». Che possa «aiutarci a lavorare insieme per compiere la magnifica visione dei missionari e dei fondatori dell’America: una nazione unita in Dio, dove viene difesa la santità di ogni vita umana e viene garantita la libertà di coscienza e di religione».

 

Nostra traduzione dal Catholic News Service del 9.11.2020

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