Assalto al Congresso americano, la condanna dei vescovi cattolici

La giornata di ieri, 6 gennaio 2021, verrà ricordata negli Stati Uniti e non solo come una giornata nera nella storia delle democrazie. Il presidente uscente, Donald Trump, dopo avere terremotato per quattro anni la principale potenza democratica del mondo con atti e comportamenti che avrebbero meritato ben più di una richiesta di un impeachment, e avere spaccato il partito repubblicano, ha chiesto con un discorso dai toni paranoici a una folla di sostenitori convocati a Washington per l’occasione di andare al Campidoglio e fare sentire la propria protesta.

La situazione è sfuggita di mano e per la prima volta nella storia americana una folla di manifestanti ha violato la seduta del Congresso, facendo irruzione nell’aula dove erano riuniti i delegati, e costringendone la sospensione dei lavori.

Un atto di violenza istituzionale, che ha di fatto causato anche episodi di violenza fisica nello scontro tra manifestanti e forze di sicurezza.

Il Congresso riunito doveva riconoscere la vittoria del democratico Joe Biden alle presidenziali di novembre e sancire il passaggio definitivo a nuovo presidente degli Stati Uniti. Una formalità importante, ancorché da sempre ritenuta una ritualità scontata.

La condanna dell’episcopato statunitense assume un importante significato di sostegno alla linea di difficile pacificazione del prossimo presidente. Ricucire un paese strappato non sarà semplice. Il modello Trump ha innescato un paradigma e uno stile distruttivi, legittimando comportamenti che un tempo, ancorché presenti e diffusi, non sarebbero venuti così allo scoperto.

 

«Mi unisco alle persone di buona volontà nel condannare la violenza a cui abbiamo assistito oggi a Washington, in Campidoglio, sede del Congresso degli Stati Uniti – ha detto mons. José H. Gomez, arcivescovo di di Los Angeles e presidente della Conferenza dei vescovi cattolici statunitensi (USCCB) -. Noi americani non siamo così. Prego per i membri del Congresso e per il personale del Campidoglio, per la polizia e per tutti coloro che sono all’opera per ripristinare l’ordine e la sicurezza pubblica».

«La transizione pacifica del potere – ha aggiunto mons. Gomez – è uno dei segni distintivi di questa grande nazione. In questo momento di preoccupazione dobbiamo impegnarci di nuovo a rispettare i valori e i principi della nostra democrazia e unirci come un’unica nazione sotto la protezione di Dio. Affido tutti noi al cuore della Beata Vergine Maria perché ci guidi sulle vie della pace e ottenga per noi il dono della sapienza e la grazia di un vero patriottismo e di un vero amore per il nostro Paese».

Gianfranco Brunelli

Direttore de “Il Regno”

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