L’incarico a Draghi. L’ultima occasione della politica

Siamo giunti ad un passaggio storico nella vita del Paese. Il precipitare della crisi politica – che, è bene ricordarlo, è crisi del sistema politico e della classe politica – ci ha portato all’ipotesi di un governo del presidente, guidato da Mario Draghi. I giorni precedenti hanno mostrato tutto lo sfacelo della politica italiana: soggetti politici, pezzi di essi, singoli personaggi hanno messo in scena un gran mercato per tenere in piedi una maggioranza di governo e non una coalizione politica, senza progetti e senza visione di futuro per il Paese, guidato dallo stare assieme ad ogni costo, secondo non l’essere della politica, ma l’esserci per il potere.

Prendendo atto del fallimento della politica – forse era saggio rimandare gli italiani al voto nel 2018, prima dei due governi Conte (quello con la Lega e quello col PD) –, il presidente Mattarella ha con abilità scelto di giocare il tutto per tutto. Affidare il governo all’uomo simbolo dell’Italia e dell’Europa.

Draghi, che da presidente delle Banca centrale europea ha salvato l’euro, l’Europa e l’Italia, è l’ultima occasione che ha il Paese.

Oltre Draghi ci sono le elezioni e le elezioni nelle condizioni peggiori, non solo per la pandemia, ma per il crollo di responsabilità della politica e dei soggetti politici.

Oltre Draghi c’è una crisi istituzionale tra il Parlamento e la Presidenza della Repubblica.

Oltre Draghi c’è il giudizio definitivamente negativo dell’Europa su di noi.

Oltre Draghi non c’è né una gestione credibile dei fondi del Recovery plan né dell’emergenza socio-sanitaria.

Con Draghi non ci sono «i poteri forti», «il ritorno delle élite», «i tecnocrati dell’Unione Europea», come la retorica populista e qualunquista di una parte della politica ha ripreso a dire.

Il qualunquismo è la nostra malattia culturale e morale. Quello che Dossetti chiamava il «fascismo di pancia degli italiani», che non è scomparso col fascismo storico. Vedere il diffondersi di questa malattia anche nel «mondo» cattolico testimonia il crollo culturale in atto anche nella Chiesa.

Con Draghi c’è la possibilità della ripresa della dignità della politica e del Paese. Non solo il futuro, possibile governo garantirà il tempo per il ricostruirsi dei soggetti politici, ma ne influenzerà nelle scelte concrete l’europeismo autentico e la maturazione liberal-democratica. Consapevolezza culturale e responsabilità politica sono le condizioni per salvare il paese e ricominciare a scriverne il futuro.

Gianfranco Brunelli

Direttore de “Il Regno”

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