Donne in Vaticano: ascesa lenta ma costante

Il 5 febbraio Francesco ha nominato una donna «promotrice di giustizia» presso il Tribunale vaticano e il 6 ha fatto una donna sottosegretaria del Sinodo dei vescovi. Ambedue sono novità storiche. Do conto delle due nomine e ricordo le altre donne chiamate dal papa argentino – sempre per la prima volta – in ruoli di responsabilità. L’ascesa femminina al Cupolone resta lenta ma procede.

 

Una donna promotrice di giustizia

«Il santo padre ha nominato promotore di giustizia della Corte d’Appello dello Stato della Città del Vaticano l’illustrissima dottoressa Catia Summaria»: così il bollettino del 5 febbraio. È la prima volta che una donna assume questo ruolo, che da noi si chiamerebbe pubblico ministero. Nata ad Acquaviva delle Fonti, Bari, Summaria è sposata, ha due figli, era fino a oggi sostituto procuratore generale della Corte d’Appello di Roma con una lunga esperienza nel diritto del lavoro.

 

Una donna sottosegretaria al Sinodo

«Un passo di grande importanza per rafforzare la Segreteria generale dei Sinodo e imprimere un rinnovato slancio all’impegno verso una Chiesa sinodale e missionaria»: così il 6 febbraio il card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo, commenta ai media vaticani la nomina, annunciata quello stesso giorno, di due sotto-segretari del Sinodo dei vescovi. Grech si sofferma in particolare sulla nomina della suora francese Nathalie Becquart, dell’Istituto La Xavière, prima donna a ricevere questo incarico e ad acquisire così il diritto di voto nelle assemblee sinodali, diritto che fino a oggi era tutto maschile. L’altro sottosegretario è l’agostiniano spagnolo Luis Marín de San Martín.

 

Donne «decisionali»

Un anno addietro, nel gennaio 2020, una donna entrava nel cuore del governo curiale: la chiamata di Francesca Di Giovanni, palermitana e focolarina, a sottosegretario della Sezione per i rapporti con gli Stati – un equivalente del nostro Ministero degli esteri – faceva segnare un punto all’impegno di papa Francesco di portare le donne «pienamente» nei ruoli decisionali.

Nel 2014 avevamo visto per la prima volta una donna – Mary Melone – nominata rettore magnifico di un’università pontificia: l’Antonianum.

Nel 2016 Paloma Garcia Ovejero era divenuta vice portavoce del papa. Nel 2017 Barbara Jatta aveva assunto la direzione dei Musei vaticani: a chi obietta che le donne sì cominciano a esserci, ma sempre in ruoli subordinati a uomini, i lodatori delle riforme bergogliane possono citare costei, che non ha nessuno sopra di sé. Ancora nel 2017 due donne erano diventate sottosegretarie del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita.

 

Donne «sinodali»

Nella Segreteria del Sinodo dei vescovi vi sono dal maggio 2019 sette donne: quattro con il ruolo di consultori (due suore e due laiche) e tre come membri del Consiglio, alla pari con vescovi e cardinali. Una donna figura – dall’aprile 2019 – anche tra i consiglieri dello Stato della Città del Vaticano. E sono tutte prime volte.

Sempre nel 2019 Francesco aveva incluso nella Congregazione per gli istituti di vita consacrata sette nuovi membri: tutte donne. Alla Congregazione delle cause dei santi ha nominato come consultrice Stefania Nanni, docente di storia moderna all’Università La Sapienza di Roma.

L’ultima decisione pro donne prima di quelle di questi giorni è del 6 agosto scorso, quando ne ha inserite sei nel Consiglio per l’economia, dove non ve ne erano.

Luigi Accattoli

Vaticanista

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Share via
Copy link
Powered by Social Snap