Lo sapevate? In questo 2021 si ricorda il centenario della nascita di Achille Ardigò, intellettuale cattolico e padre della sociologia italiana scomparso nel 2008. Lo ricorda con affetto e rigore allo stesso tempo Fulvio De Giorgi nella rubrica «Sulle spalle dei giganti», come colui che fu Al centro e ai margini del dibattito pubblico ed ecclesiale. Questa è la prima perla che traiamo per voi lettori dai «Libri del Mese» del numero di marzo.

La seconda perla è l’ampio stralcio tratto dal capitolo finale del volume La fede nell’attuale contesto europeo. Cristianesimo come stile di Christoph Theobald e pubblicato da Queriniana che apre i «Libri del mese».

Si può dire Dio oggi in Europa? – si chiede il teologo franco-canadese –. Sì a un patto: che essa accetti di diventare fede ospitata nella comune città dei chiunque, al pari dei quali compie essa stessa un processo di ri-apprendimento continuo della Buona novella.

Più complicato è trarre una sola perla dalle numerose «Schede»: Marguerat sul Gesù storico o il mistico Meister Eckart tanto caro a Marco Vannini? Lo sferzante giudizio di Marco Marzano sulla formazione alla sessualità nei seminari o l’analisi di Marco Politi sul pontificato durante il lockdown? L’intervista ad Asia Bibi che rimpiange il suo Pakistan o l’inchiesta sui minori arruolati dall’ISIS?

Tra le «Segnalazioni», le perle formano una collana: il volume di Daniele Menozzi sulla storia dell’idea di crociata – recensito da F. Mandreoli –; quello della musicista Chiara Bertoglio sulla musica nelle riforme del Cinquecento – recensito da Domenico Segna; il testo di Paolo Naso su Martin Luther King – recensito da Luca Miele – ; il testo-Summa del teologo Giuseppe Ruggieri, Esistenza messianica – recensito da Giacomo Coccolini –.

Più semplice, infine, trarre la perla dalla rubrica di Mariapia Veladiano «Riletture», perché è la stessa scrittrice a farlo mensilmente. Nel numero di marzo della rivista ci presenta la versione italiana di A Manual for Cleaning Women – La donna che scriveva racconti – a firma di Lucia Berlin: frammenti di vita, povere di tutto, ma con un’umanità che, nonostante tutto, riesce ad affacciarsi «attraverso una parola che sorprende, una scelta che non ci sia spetta».

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