Nell’ambito delle celebrazioni dei 50 anni dalla fondazione di Caritas italiana, offriamo il ricordo di chi ne fu il fondatore e per lunghi anni protagonista, mons. Giovanni Nervo (1918-2013).

Di seguito alcuni passaggi del testo dell’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, pubblicato su Regno-Attualità nella rubrica “Sulle spalle di giganti”.

Mons. Nervo lavorò instancabilmente in Caritas italiana per 15 anni, a servizio delle Chiese in Italia per costruire un passaggio da una carità legata alla gestione di opere per i più poveri, alla carità come ricerca della giustizia, come tutela dei diritti, come forma della testimonianza cristiana a cui educare ogni cristiano e ogni comunità a partire non solo dalle parole, ma anche dai «servizi segno», valorizzando e coordinando ogni esperienza caritativa. Mons. Nervo amava definire la carità – e lo ripeterà in un’intervista a L’Osservatore romano il 13 dicembre 2008 – «l’ottavo sacramento». […]

 

Gratuità e cittadinanza:

il volontariato nella Chiesa

Mons. Nervo vedeva il volontariato non tanto come forma d’assistenza, quanto come forma d’educazione alla solidarietà, alla cittadinanza attiva e generativa di nuove e pari opportunità, di nuovi servizi, di un nuovo impegno ecclesiale, sociale e politico. Al tempo stesso, alla luce del principio della sussidiarietà, riteneva importante considerare il mondo del volontariato una risorsa prioritaria per la costruzione di un piano territoriale e di una rete di servizi alla persona sul territorio.

Il suo impegno sarà fondamentale per arrivare alla prima legge quadro sul volontariato in Italia (Legge n. 266 del 1991) – oggi abrogata dalla nuova Legge sul Terzo settore – e anche alla nuova legge quadro sull’assistenza (Legge n. 328 del 2000). […]

 

Ripartire dagli ultimi:

la scelta preferenziale per i poveri

L’opzione preferenziale per i poveri è al centro dello statuto di Caritas italiana e sarà anche la scelta preferenziale di mons. Nervo. Una scelta maturata dal proemio della costituzione conciliare Gaudium et spes: «Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo» (n. 1; EV 1/1319).

Perché fosse una scelta di Chiesa e non delegata, mons. Nervo viaggiò in tutta Italia, incontrò i vescovi per favorire la nascita della Caritas diocesana, organismo per educare alla carità, perché «tutti fossero responsabili di tutti»: nel 1974 al terzo Convegno nazionale sono già 170 i rappresentanti delle Caritas diocesane. […]

 

Uno sguardo al mondo dentro e fuori casa

Mons. Nervo ha saputo guardare al mondo, attraverso la cooperazione allo sviluppo, così come indicato da Paolo VI nell’enciclica Populorum progressio. In questo senso darà vita all’area internazionale di Caritas italiana che seguiva la vita dei paesi più poveri del mondo, per condividere le sofferenze di una guerra, il dramma della salute non curata, l’alfabetizzazione, la promozione delle donne, la tutela dei minori.

 

La spiritualità del buon samaritano

«Solo con una profonda spiritualità la Caritas può continuare a cogliere i segni dei tempi ed essere profezia», diceva mons. Nervo in un’intervista al giornalista Paolo Lambruschi nel 2011, a 40 anni dalla nascita di Caritas italiana. È la spiritualità del buon samaritano, ricordata da Paolo VI nel discorso conclusivo del Concilio. È la spiritualità del buon samaritano richiamata da papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti. È la spiritualità della prossimità, della condivisione, del prendersi cura, della fraternità di cui mons. Nervo fu educatore e testimone, riassunta anche nel suo libro, quasi un testamento spirituale, Dio Padre voi tutti fratelli.

Gian Carlo Perego

arcivescovo di Ferrara-Comacchio

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