Dal Riordino della finanza vaticana al rendiconto 2020 della CEI sul Sostentamento del clero, dalle disposizioni dei vescovi francesi sulla lotta contro la pedofilia all’intervento di papa Francesco al Meeting di primavera 2021 della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale. Ecco le anticipazione al n. 9 di Regno-Documenti.

«È mia speranza che le vostre discussioni contribuiscano a un modello di “ripresa” capace di generare nuove soluzioni più inclusive e sostenibili per rinforzare l’economia reale… La nozione di ripresa non può accontentarsi di un ritorno a un modello diseguale e insostenibile di vita economica e sociale, dove una minuscola minoranza della popolazione mondiale possiede la metà della sua ricchezza».

Mentre si avviano negli stati i piani nazionali di recovery, di «ripresa» dopo la pandemia di COVID-19, papa Francesco con una prospettiva globale ha dato la propria lettura di come questo processo debba compiersi per uscirne «come un mondo migliore, più umano e solidale», in una lettera inviata l’8 aprile (che viene pubblicata sul numero 9 di Regno-Documenti) tramite il card. Turkson, presidente del Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale, alla Banca mondiale e al Fondo monetario internazionale all’avvio del loro meeting primaverile (5-11 aprile 2021). Secondo Francesco, che si richiama alle encicliche Fratelli tutti  e Laudato si’, una ripresa globale potrà avvenire previa una riforma delle istituzioni di governance globale in senso più inclusivo, una riduzione significativa del peso del debito per i paesi più poveri, una regolamentazione dei mercati finanziari che abbia come obiettivo il bene comune universale.

 

Contenere le spese del Vaticano

Sull’ultimo numero della rivista, viene pubblicato anche il testo della Lettera apostolica (in forma di motu proprio ) circa il contenimento della spesa per il personale della Santa Sede, del Governatorato della Città del Vaticano e di altri enti collegati. Viene stabilito che, a partire dal 1° aprile, la retribuzione corrisposta dalla Santa Sede ai cardinali è ridotta del 10%, ai soggetti inquadrati nei livelli dirigenziali più alti (C e C1, cioè i capi e i segretari di dicastero) dell’8%, e per i chierici e i membri di istituti o società la riduzione prevista è del 3%. Tali riduzioni non si applicano qualora gli interessati documentino l’impossibilità di far fronte a spese fisse connesse allo stato di salute proprio o di parenti entro il secondo grado. Infine dal 1° aprile 2021 al 31 marzo 2023 è sospesa la maturazione di scatti biennali per il personale, anche laico, che ha subito la decurtazione dell’8 e del 3%.

La decisione del pontefice, come spiegato nel testo, mira a un futuro maggiormente sostenibile e si giustifica per il «disavanzo che da diversi anni caratterizza la gestione economica della Santa Sede», aggravato dall’odierna emergenza sanitaria. Le misure sono comunque adottate in base a criteri di proporzionalità e progressività, con l’intento di salvaguardare gli attuali posti di lavoro.

 

Riordino della finanza vaticana

Con la Lettera apostolica in forma di motu proprio circa alcune competenze in materia economico-finanziaria del 28 dicembre 2020, papa Francesco ha sancito il passaggio della gestione degli investimenti e dei beni immobili di proprietà della Segreteria di stato all’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (APSA). La decisione, entrata in vigore dal 1° gennaio, era già stata preannunciata in una lettera dello scorso agosto al cardinale segretario di stato Pietro Parolin. Il criterio guida è che «una migliore organizzazione dell’amministrazione, dei controlli e della vigilanza delle attività economiche e finanziarie della Santa Sede… rappresenta un punto fondamentale nella riforma della curia». Una gestione centralizzata degli investimenti, che diminuisca la discrezionalità e aumenti i controlli, è un significativo passo avanti verso una separazione trasparente ed efficiente di competenze e funzioni, esigenza messa bene in luce dai procedimenti giudiziari in corso riguardanti transazioni finanziarie opache compiute per conto della Santa Sede in tempi recenti. Un comunicato della Sala stampa vaticana ha chiarito che «con queste decisioni il santo padre esprime il suo personale impegno, e quello della curia romana, per una maggiore trasparenza…in modo che il popolo di Dio che aiuta con la sua generosità a sostenere la missione del vescovo di Roma possa farlo con la fiducia che i suoi contributi siano amministrati in maniera adeguata».

 

CEI – Sostentamento del clero

Essendo le risorse derivanti dal meccanismo dell’8 per mille in favore della Chiesa italiana in costante crescita dal 2000 (€ 642.701.086,42) al 2019 (ultimo dato disponibile, € 1.131.196.215,47), la CEI in questi anni ha deciso d’incrementare parallelamente e specialmente le risorse destinate agli interventi caritativi in Italia e all’estero (+126,53%). Così afferma il Rendiconto 2020 che, in adempimento all’art. 44 della Legge 20.5.1985, n. 222, pubblica ufficialmente sul Notiziario della CEI i dati, approvati dall’Assemblea generale del 2020, su come viene spesa quella parte di tasse che i contribuenti decidono di devolvere alla Chiesa cattolica.

 

Misericordia e verità s’incontreranno

Su Regno-Documenti viene pubblicata anche la nota pastorale scritta da mons. Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia, per accompagnare e integrare le famiglie ferite nella comunità ecclesiale, intitolata Misericordia e verità s’incontreranno, in occasione del quinto anniversario dell’esortazione apostolica di papa Francesco Amoris laetitia.

 

Gli anziani e il futuro dell’Europa

Come possiamo garantire una maggiore inclusione degli anziani nelle nostre società? Come possiamo incoraggiare l’Unione Europea e i governi nazionali a produrre un cambiamento di paradigma, e in tal modo a rimodellare il nostro modo di pensare, di fronte al cambiamento demografico e nel contesto dell’attuale pandemia di COVID-19? Per avere un’idea del contenuto del documento congiunto di riflessione Gli anziani e il futuro dell’Europa. Solidarietà intergenerazionale e cura in tempi di cambiamento demografico, reso pubblico il 3 dicembre 2020, è sufficiente leggere le domande con cui i due soggetti firmatari, la Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE) e la Federazione delle associazioni familiari cattoliche (FAFCE), hanno promosso, per il 1° marzo 2021, un webinar incentrato sul testo, con la partecipazione dei due presidenti, il card. Jean-Claude Hollerich e l’avvocato italiano Vincenzo Bassi, e di esperti della Santa Sede e dell’UE. Il testo definisce come «dono e risorsa» il ruolo degli anziani nelle nostre comunità, e in seguito descrive le «fragilità» degli anziani evidenziate dalla crisi pandemica in atto. L’ultima parte presenta alcune proposte concrete per gli anziani in tema di: squilibrio tra le generazioni; politiche familiari più solidali; una sanità più sensibile; sistemi di assistenza flessibili e diversificati; sostegni economici per una vita dignitosa; riconoscimento del loro contributo sociale.

 

Sulla lotta contro la pedofilia

«Dal 2000 e soprattutto dal 2016 tutti voi sentite parlare di aggressioni sessuali compiute da preti su bambini o giovani»: è l’incipit della Lettera ai cattolici sulla lotta contro la pedofilia, che i vescovi di Francia hanno deciso di pubblicare al termine della loro Assemblea plenaria di primavera il 25 marzo. «A tutti voi vogliamo comunicare ciò che abbiamo appreso in questi ultimi anni, e presentarvi poi tre serie di decisioni importanti e lanciarvi un appello». Tra gli insegnamenti appresi in questo processo vi sono il fatto che la Chiesa «non è sempre stata una “casa sicura”»; quanto sia profondo il trauma vissuto dalle vittime; e che tutta la Chiesa ha un dovere verso di esse. Le tre serie di misure riguardano la relazione con le vittime, il rafforzamento delle procedure di giustizia canonica e l’organizzazione della conferenza episcopale. E l’appello è alla vigilanza di tutti perché gli abusi non si ripetano, e alla partecipazione finanziaria per l’efficienza degli organismi creati ad hoc. Il 26 marzo poi sono state pubblicate le Undici risoluzioni per lottare contro la pedofilia, che sintetizzano questo percorso.

 

Dissenso sulle benedizioni a omosessuali

Il Responsum della Congregazione per la dottrina della fede a un dubium circa la benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso, pubblicato il 15 marzo insieme a una Nota esplicativa e a un Articolo di commento (Regno-doc. 7,2021,211), ha suscitato nella Chiesa cattolica un acceso dibattito. Per documentarlo Regno-Documenti pubblica una serie di interventi e interviste a vescovi e teologi.

 

Odio on-line

L’odio, dice il vocabolario, è un «sentimento di forte e persistente avversione, per cui si desidera il male o la rovina altrui». Le responsabilità subentrano «quando dal desiderio del male altrui si passa all’azione, per favorire o realizzare tale male», e «gli strumenti digitali offrono nuove modalità per passare dall’espressione di odio all’azione tangibile». È la premessa del Rapporto finale rilasciato il 5 febbraio 2021 dal «Gruppo di lavoro sul fenomeno dell’odio on-line», istituito lo scorso novembre dal Ministero per l’innovazione tecnologica di concerto con il Ministero della giustizia e il Dipartimento per l’editoria della Presidenza del consiglio. I sedici membri del gruppo, che hanno anche ricevuto dall’esterno proposte e documenti (vedi elenchi a p. 315), si dicono consapevoli che «il tema dell’odio (on-line e non) è un terreno scivoloso: nel tener conto del difficile equilibrio tra diritto all’informazione, libertà d’espressione, rischio di censura, non si può non pensare a come l’amplificazione tecnica fornisca ossigeno alla generazione di un ambiente comunicativo tossico nel quale i discorsi d’odio diventano una merce comune». Le loro «Raccomandazioni» finali si articolano in tre direzioni: attività di prevenzione, rivolte alla scuola, alle famiglie, alle aziende e ai media; interventi normativi, in chiave soprattutto di contenimento e moderazione; sostegno all’infodiversità.

 

Definizioni di antisemitismo

«Consapevoli della persecuzione storica degli ebrei nel corso della storia e delle lezioni universali dell’Olocausto, e vedendo con allarme la riaffermazione dell’antisemitismo da parte di gruppi che fomentano l’odio e la violenza nella politica, nella società e su Internet, cerchiamo di fornire una definizione di base utilizzabile, concisa e storicamente fedele dell’antisemitismo con una serie di linee guida». Così afferma la Dichiarazione di Gerusalemme sull’antisemitismo, elaborata da un gruppo di studiosi presso il Van Leer Institute di Gerusalemme e pubblicata il 25 marzo scorso corredata dalla firma di circa 200 studiosi di tutto il mondo che si occupano di studi ebraici o storici. La Dichiarazione di Gerusalemme si propone di chiarire in particolare un aspetto chiave, su cui la Definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA) del 2016 ha «causato confusione e generato controversie, indebolendo così la lotta contro l’antisemitismo». Si tratta cioè dell’identificazione tra critiche a Israele e antisemitismo.

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