La 74esima assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana ha prodotto, sia nei nomi dei due nuovi vicepresidenti sia in quelli dei presidenti delle dodici Commissioni episcopali, un profondo rinnovamento. Un grande teologo – mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena–Nonantola e vescovo di Carpi – e un grande esperto in diritto che conosce molto bene la macchina della CEI – mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, arcivescovo di Cagliari – sono stati eletti vicepresidenti per l’area Nord e per il Centro.

 

«Nei prossimi anni ci aspetta un sinodo nazionale che dovrà essere pensato e costruito senza appesantire le nostre comunità – ha commentato mons. Castellucci –. Lo scopo sarebbe proprio quello di riscoprire la partecipazione di tutti e ravvivare l’entusiasmo magari anche snellendo qualche struttura di troppo. Questo sarà il grande lavoro per rendere più facile l’annuncio del vangelo e la testimonianza della carità cristiana, cioè per comunicare Gesù».

 

La pandemia ha suscitato nuove domande sul senso della vita e sulla sofferenza a cui tutti devono tentare di dare una risposta. La Chiesa, secondo mons. Baturi, deve mettersi «in ascolto dell’uomo e saper accogliere le sue esigenze e le sue domande per offrire il tesoro più prezioso che ha: la fede in Gesù morto e risorto». Mettersi in un cammino sinodale implica la «valorizzazione della responsabilità dei battezzati»; da qui l’impegno missionario: «possiamo andare incontro all’uomo per parlare al suo cuore nella nostra fede» e, in questo modo, arrivare a una «compiuta elaborazione di quella responsabilità che il papa affida a tutta la chiesa nella promozione dell’amicizia sociale, cioè della presenza della chiesa dentro la realtà italiana sociale, politico o istituzionale per favorire esperienza di amicizia».

 

Qui la conferenza dei nuovi vicepresidenti che si sono soffermati a commentare alcuni temi di attualità.

 

L’assemblea generale della CEI ha eletto anche i presidenti delle dodici Commissioni episcopali, che faranno parte del Consiglio permanente per il prossimo quinquennio: mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, alla Commissione episcopale per la Dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi; mons. Gianmarco Busca, vescovo di Mantova, Liturgia; mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia, Servizio della carità e la salute; mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano, Clero e la vita consacrata; mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, Laicato; mons. Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca, Famiglia, giovani e vita; mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari – Bitonto e amministratore apostolico di Rossano – Cariati, Evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese; mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, Ecumenismo e dialogo; mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Educazione cattolica, scuola e università; mons. Luigi Renna, vescovo di Cerignola – Ascoli Satriano, Problemi sociali e lavoro, giustizia e pace; mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti e amministratore apostolico “sede vacante” di Ascoli Piceno, Cultura e comunicazioni sociali; mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara – Comacchio, Migrazioni.

 

L’assemblea generale ha anche eletto i membri del consiglio per gli Affari economici: mons. Simone Giusti, vescovo di Livorno; mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e vescovo di Palestrina; mons. Rocco Pennacchio, arcivescovo di Fermo; mons. Luigi Testore, vescovo di Acqui.

Paolo Tomassone

Giornalista

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