Il Sommo Poeta

Un «anniversario non è mai solo un anniversario. Una ricorrenza. Celebrare Dante nel 2021, nel 7° centenario della morte, significa svolgere nuovamente la lezione del nostro passato, ritornare alle ragioni fondative dell’Italia e della sua civiltà, oramai orientate in una prospettiva europea. E farlo in un tempo sospeso e decisivo qual è questo». Dante e la sua Commedia, «grande codex della cultura occidentale», aprono i «Libri del mese» del numero di maggio di Regno-Attualità, presentando la mostra «Dante. La visione dell’arte» che è stata da poco inaugurata ai Musei di San Domenico di Forlì in collaborazione con gli Uffizi, con le parole del direttore del Regno nonché curatore della mostra, tratte dall’articolo di apertura del corposo catalogo di Silvana editoriale.

Perché – come afferma Romano Guardini – nella Commedia «incontriamo un’abbondanza inesauribile di figure visibili che conservano i tratti creaturali. Dante “non descrive, ma mette davanti; non racconta, ma mostra; non esprime sentimenti, ma li fa diventare gesti”». Per questo la sua opera ha ispirato schiere di artisti e «l’arte e la visione figurativa sono linguaggio e metafora interna alla Commedia».

Colpisce che la Divina Commedia, che ha tratti di modernità sorprendenti, sia stata concepita in un tempo che molti hanno descritto come «oscuro» per via delle molte paure che lo agitavano. Malattie, guerre, invasioni, catastrofi naturali, lo «straniero». Ne scrive la storica Chiara Frugoni, nel volume presentato da Domenico SegnaPaure medievali, pubblicato dal Mulino.

 

Traghettatori

Nella sezione «Sulle spalle di Giganti» c’è il primo, presentato da Marco RoncalliLoris Capovilla. Già segretario di papa Giovanni XXIII, ha dedicato tutta la sua esistenza a farsi traghettatore del messaggio del Concilio, come aveva promesso sul letto di morte al «papa buono».

Nelle «Segnalazioni», c’è il secondo traghettatore, forse più noto a livello locale bolognese, mons. Luciano Gherardi. Considerato «prete del Concilio», per Gian Domenico Cova egli fu traghettatore di un’intera classe di presbiteri dal concilio di Trento nella cui scia erano stati formati al Vaticano II, nel quale approdarono convintamente.

Il volume edito da Zikkaron, che riporta gli atti di due recenti convegni bolognesi, lo testimonia.

Ogni categorizzazione è sempre un po’ una forzatura ma… tant’è. In «Riletture» Mariapia Veladiano ci presenta un traghettatore sui generis, frutto dell’inventiva letteraria di J.K. Chesterton: padre Brown. Nel prete detective viene infatti traghettata tanta varia umanità, tanta teologia e tanto messaggio cristiano da fare impallidire biblioteche e biblioteche di pastorale e non solo!

 

Oggi

Nei libri recensiti in questo numero della rivista non si guarda solo al passato. C’è anche – tanto e duro – presente.

Come laddove Daniele Menozzi parla del volume di Franco Benigno e Vincenzo Lavenia, Peccato e crimine. la Chiesa di fronte alla pedofilia (Laterza); o dove ripercorre la storia dei convegni ecclesiali italiani, il cui migliore portato potrebbe essere la road map per il prossimo Sinodo nazionale, presentando il lavoro di Francesco Bonini, Chiesa cattolica e Italia contemporanea. I convegni ecclesiali (Studium).

Ci sono i migranti e i loro destini durante il lockdown (C. Ripamonti, C. Tintori, La trappola del virus), la pungente analisi della rete dei Fratelli musulmani in Occidente a firma di Lorenzo Vidino (Islamisti d’Occidente), il pensiero del filosofo sudcoreano Byung-Chul Han su La società senza dolore e la testimonianza della santità «ordinaria» del giudice Rosario Livatino, vista nei due volumi scritti dal postulatore della causa di beatificazione, mons. Vincenzo Bertolone, vescovo di Catanzaro-Squillace.

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