La ricorrenza dei 50 anni di Caritas Italiana (qui la storia) è «una tappa di cui ringraziare il Signore per il cammino fatto e per rinnovare, con il suo aiuto, lo slancio e gli impegni. A questo proposito vorrei indicarvi tre vie, tre strade su cui proseguire il percorso». Da qui è partita la riflessione di papa Francesco sabato 26 giugno 2021 in occasione dell’udienza con i delegati delle Caritas diocesane.

 

La spiritualità del buon samaritano

«Solo con una profonda spiritualità la Caritas può continuare a cogliere i segni dei tempi ed essere profezia», diceva mons. Giovanni Nervo (1918-2013) che ne fu fondatore e per anni protagonista, come ha ricordato l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, su Regno-Attualità nella rubrica “Sulle spalle di giganti”.

«È la spiritualità del buon samaritano, ricordata da Paolo VI nel discorso conclusivo del Concilio – spiega Perego -. È la spiritualità del buon samaritano richiamata da papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti. È la spiritualità della prossimità, della condivisione, del prendersi cura, della fraternità di cui mons. Nervo fu educatore e testimone, riassunta anche nel suo libro, quasi un testamento spirituale, Dio Padre voi tutti fratelli».

 

La  via degli ultimi

La prima che papa Francesco ha indicato ai delegati delle Caritas diocesane è la via degli ultimi. «È da loro che si parte, dai più fragili e indifesi. Da loro. Se non si parte da loro, non si capisce nulla […] La carità è la misericordia che va in cerca dei più deboli, che si spinge fino alle frontiere più difficili per liberare le persone dalle schiavitù che le opprimono e renderle protagoniste della propria vita. Molte scelte significative, in questi cinque decenni, hanno aiutato le Caritas e le Chiese locali a praticare questa misericordia: dall’obiezione di coscienza al sostegno al volontariato; dall’impegno nella cooperazione con il Sud del pianeta agli interventi in occasione di emergenze in Italia e nel mondo; dall’approccio globale al complesso fenomeno delle migrazioni, con proposte innovative come i corridoi umanitari, all’attivazione di strumenti capaci di avvicinare la realtà, come i Centri di ascolto, gli Osservatori delle povertà e delle risorse».

La storia, ha aggiunto Francesco, «non si guarda dalla prospettiva dei vincenti, che la fanno apparire bella e perfetta, ma dalla prospettiva dei poveri, perché è la prospettiva di Gesù. Sono i poveri che mettono il dito nella piaga delle nostre contraddizioni e inquietano la nostra coscienza in modo salutare, invitandoci al cambiamento». 

 

La via del Vangelo

La via del Vangelo, secondo il papa, è lo «stile dell’amore umile, concreto ma non appariscente, che si propone ma non si impone. È lo stile dell’amore gratuito, che non cerca ricompense. È lo stile della disponibilità e del servizio, a imitazione di Gesù che si è fatto nostro servo. […] La carità è inclusiva, non si occupa solo dell’aspetto materiale e nemmeno solo di quello spirituale. La salvezza di Gesù abbraccia l’uomo intero. Abbiamo bisogno di una carità dedicata allo sviluppo integrale della persona: una carità spirituale, materiale, intellettuale. È lo stile integrale che avete sperimentato in grandi calamità, anche attraverso i gemellaggi, bella esperienza di alleanza a tutto campo nella carità tra le Chiese in Italia, in Europa e nel mondo».

 

La via della creatività

La terza via è la via della creatività. «La ricca esperienza di  questi cinquant’anni – ha aggiunto Francesco – non è un bagaglio di cose da ripetere; è la base su cui costruire per declinare in modo costante quella che San Giovanni Paolo II ha chiamato fantasia della carità (cfr Lett. ap. Novo millennio ineunte, 50). Non lasciatevi scoraggiare di fronte ai numeri crescenti di nuovi poveri e di nuove povertà. Ce ne sono tante e crescono! Continuate a coltivare sogni di fraternità e ad essere segni di speranza. Contro il virus del pessimismo, immunizzatevi condividendo la gioia di essere una grande famiglia. In questa atmosfera fraterna lo Spirito Santo, che è creatore e creativo, e anche poeta, suggerirà idee nuove, adatte ai tempi che viviamo».

 

Nel percorso per il 50° di Caritas Italiana (qui alcuni approfondimenti) si sono svolti diversi eventi e un cammino biennale che ha preso il via nell’ottobre 2019 e che è stato pensato inclusivo e coinvolgente di tutti gli organi e livelli di azione della Caritas.

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