«Far ripartire una riflessione» e «tornare a dare la parola a chi nella Chiesa la parola non l’ha più da tanto tempo». Con questo auspicio l’arcivescovo di Arezzo, Riccardo Fontana, ha aperto i lavori della Scuola di Politica organizzata dalla rivista Il Regno in collaborazione con la comunità di Camaldoli.

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«A Camaldoli si accende una piccola luce – ha detto mons. Fontana ricordando le Settimane di Camaldoli istituite da Paolo VI nel Dopoguerra -. Perché basta una piccola luce per rompere il buio». Gli incontri della Scuola di Politica sono un’occasione per «riavviare una riflessione. Io ho il terrore di un sistema cattolico che vada per spot, che ripeta luoghi comuni, che cerchi l’applauso. Gesù è andato in croce non nello stadio e io credo sia necessario rimettere Lui, il Signore, al centro». In questo momento storico è richiesto un impegno ulteriore da parte dei cristiani per contribuire a rendere «più libere le persone del nostro tempo».

Il sinodo che la Chiesa italiana, ha aggiunto mons. Fontana «è un’occasione buona per svegliare le risorse che ci sono. Io peraltro vengo da quattro anni di cammino sinodale nella mia Chiesa aretina ed è stata una meraviglia perché la gente si sveglia, partecipa, ritrova la voglia di sacrificare un po’ di tempo pur di costruire quell’edificio che la Prima Lettera di Pietro descrive così bene: bisogna che riusciamo a trovare il verso perché nessuno nella Chiesa può fare da spettatore. Il sinodo è un’occasione perché si ri-dia la parola a chi la parola non ha più da tanto tempo». 

 

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