Nella seconda giornata dei «Percorsi di politica» organizzati dalla rivista Il Regno con la Comunità di Camaldoli, lo storico Biagio De Giovanni ha tenuto un’applaudita relazione sul tema “Alla fine della storia” di cui riportiamo una nostra breve sintesi.

«Nel 1989 è finita una storia, non la storia». Con queste parole il prof. Biagio De Giovanni ha concluso la sua applauditissima lezione alla scuola su «Le metamorfosi della democrazia» che la nostra rivista sta conducendo a Camaldoli, in collaborazione con la comunità monastica.

Tre i principali fenomeni che De Giovanni ha messo a fuoco a far data dalla caduta del Muro di Berlino e dalla conseguente dissoluzione dell’Unione Sovietica: «Anzitutto, la fine della struttura bipolare del mondo e dunque del riconoscimento della propria identità», per l’Occidente e soprattutto per l’America, «attraverso il nemico». Poi, con maggiore evidenza nel processo di allargamento dell’Unione Europea, l’effetto di «espansione dei confini dell’Occidente». E ancora, «l’avvio economico-finanziario della globalizzazione»: tecnologica, finanziaria, commerciale e della comunicazione: anch’esso, di per sé, un «prodotto occidentale».

Ma questi fenomeni si sono mostrati carichi «di insidie e di problematicità», che il prof. De Giovanni ha ricapitolato sotto l’immagine della «crisi delle democrazie rappresentative», dovuta alla perdita della «centralità dei territori», alla «diluizione della sovranità» e alla «destrutturazione delle classi medie», elementi portanti nella loro costituzione.

L’«agonia delle forme classiche tradizionali delle democrazie rappresentative» è riflessa nella divisione, di cui abbiamo prova anche in questi stessi giorni, «tra America ed Europa»; nel prevalere delle «società omogenee, chiuse», come quella cinese o come «le democrazie di massa illiberali» dell’Europa orientale; nel venir meno del ruolo europeo nel Mediterraneo, a vantaggio dei paesi arabi e nordafricani.

«Tutto questo cosa ci dice sul futuro? Stiamo assistendo a un forte ritorno delle geopolitiche, pur in un mondo che continua a essere globale: grandi potenze che lottano per una certa egemonia senza essere contenute dalle diplomazie». Ciò, ha concluso De Giovanni, pone «l’Europa di fronte a un bivio: o diventare la Svizzera del mondo, o ritrovare la capacità di essere, in positivo, potenza, in quanto centro di democrazia politica».

 

Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi

Caporedattrice Attualità per “Il Regno”

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