Dall’attentato terroristico dell’11 settembre 2001 ai giorni nostri, passando attraverso la fase della Primavera araba, si nota un «radicale cambiamento dell’islam politico». Lo ha detto il politologo e islamista Olivier Roy, intervenendo alla Scuola di Politica del Regno a Camaldoli dal titolo «Le sacre sponde. Il Mediterraneo: dalla Turchia al Marocco».

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«La Primavera araba, dal punto di vista politico, è stata un fallimento ma ha mostrato che da qualche decennio la società araba è notevolmente cambiata – ha spiegato Olivier Roy -. Abbiamo ora una nuova generazione, più istruita di quella dei loro genitori e soprattutto che ha rotto con le culture politiche precedenti del mondo arabo. Non sono più attratti dalle grandi ideologie nazionaliste o islamiste e sono molto più aperte sulla questione delle libertà religiosa».

 

Nei vent’anni che ci separano dall’attentato alle Torri Gemelle negli Stati Uniti dell’11 settembre «l’islamismo politico si è molto trasformato – secondo il docente all’Istituto universitario europeo a Firenze -. Da una parte le forze centriste come i Fratelli musulmani hanno perso la maggior parte della loro attrattiva sulla popolazione. E dall’altra parte i movimenti estremisti e i movimenti jihadisti non riescono più ad attrarre le masse dei paesi musulmani. Paradossalmente essi oggi attirano seguaci che vengono soprattutto dalle frange dei paesi occidentali».

 

Infine «i movimenti salafiti, quindi i movimenti fondamentalisti ma pacifici, che sono stati molto importanti nei decenni precedenti, iniziano una fase di declino».

 

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