Nell’ultimo numero della rivista Regno-Documenti viene dato ampio risalto all’avvio dell’Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi. Ma si parla anche di Europa e dell’appello ai leader della COP26 per il futuro del pianeta e di «fede nella risurrezione, speranza cristiana e celebrazione delle esequie» in un testo dei vescovi spagnoli. 

Qui sotto alcune anticipazioni.

Domenica papa Francesco celebrerà la messa di apertura della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, dedicata alla sinodalità, che parte con una prima fase nelle diocesi.

La fase diocesana è quella che maggiormente caratterizza questo evento, applicando le disposizioni introdotte dalla costituzione apostolica Episcopalis communio, e a somiglianza di quanto avvenuto per il Sinodo sull’Amazzonia (ne abbiamo parlato qui).

Per aiutare le diocesi ad attuare questa fase di consultazione il più possibile allargata del popolo di Dio, la Segreteria del Sinodo ha pubblicato due strumenti: il Documento preparatorio, che offre la mappa concettuale per comprendere e attuare correttamente la sinodalità nel contesto contemporaneo, e il Vademecum per dare indicazioni pratiche sulle modalità della consultazione.

Nel frattempo anche i vescovi italiani si allineano a questo processo, che – come afferma la Presidenza della CEI – viene integrato all’interno del cammino sinodale nazionale.

Sono testi raccolti sull’ultimo numero della rivista Regno-Documenti

 

Ci pentiamo dei peccati contro il pianeta

«Questa è la prima volta che noi tre ci sentiamo costretti ad affrontare insieme l’urgenza della sostenibilità ambientale, il suo impatto sulla povertà persistente e l’importanza della cooperazione mondiale. Insieme, a nome delle nostre comunità, facciamo appello al cuore e alla mente di ogni cristiano, di ogni credente e di ogni persona di buona volontà. Preghiamo per i nostri leader che si riuniranno a Glasgow per decidere il futuro del nostro pianeta e dei suoi abitanti». Papa Francesco, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo e l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, hanno firmato insieme un appello urgente per la sostenibilità ambientale, la lotta alla povertà e la cooperazione internazionale, invitando i leader mondiali, che si riuniranno a Glasgow in novembre per la Conferenza delle parti sul cambiamento climatico (COP26), a fare scelte consapevoli «per il futuro del pianeta e dei suoi abitanti». L’appello è contenuto in Un messaggio congiunto per la protezione del creato, pubblicato il 7 settembre in occasione del Tempo del creato, che si celebra ogni anno dal 1° settembre al 4 ottobre. «Ci pentiamo dei peccati della nostra generazione. Siamo al fianco dei nostri fratelli e sorelle più giovani in tutto il mondo in devota preghiera e azione impegnata, per un futuro che corrisponda sempre più alle promesse di Dio».

 

Chiese europee: rinnovare la casa di Dio

Sempre sul tema ambientale, si segnala la dichiarazione pubblicata il 26 agosto dalle Chiese cristiane europee intitolata “Una casa per tutti? Rinnovare l’oikos di Dio”, firmata dal card. Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (cattoliche) e dal rev. Christian Krieger, presidente della Conferenza delle Chiese europee (evangeliche e ortodosse).

 

Un Dio dei vivi

In questi ultimi decenni si è vissuta nella nostra società una profonda trasformazione dell’esperienza della morte e del modo di affrontarla. A ciò ha contribuito il pluralismo religioso e culturale che caratterizza il momento storico in cui ci troviamo. La secolarizzazione della vita ha portato alla secolarizzazione nel modo di vivere la morte». Muove da questa prospettiva Un Dio dei vivi, l’istruzione pastorale sulla fede nella risurrezione, la speranza cristiana e la celebrazione delle esequie, che la 116^ Assemblea generale della Conferenza episcopale spagnola ha approvato il 18 novembre 2020. Il documento è articolato secondo il collaudato schema vedere-giudicare-agire, giacché la prima parte descrive la situazione attuale e le sfide pastorali e la seconda ricapitola la fede della Chiesa in tema di escatologia; ma si sofferma soprattutto sul da farsi, distinguendo l’aspetto più generale dell’accompagnamento nel momento della morte e quello specificamente liturgico della celebrazione delle esequie cristiane. Particolare attenzione viene rivolta alla pratica della cremazione, rispetto alla quale si conferma che «non vi sono ragioni dottrinali» per vietarla, pur ribadendo che per i corpi dei defunti la Chiesa «raccomanda insistentemente» la sepoltura.

 

Voci dalle cattedrali

Milano. «Unita, libera e lieta»: è la Chiesa immaginata dall’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, nella Proposta pastorale per l’anno 2021-2022 presentata l’8 settembre e intitolata Unita, libera, lieta. La grazia e la responsabilità di essere Chiesa. La nota prende avvio dalla crisi provocata dalla pandemia, e suggerisce alcuni «percorsi di sapienza»: imparare a pregare, a pensare, a sperare oltre la morte, a prendersi cura.

Lazio. I vescovi hanno pubblicato una «Lettera sulla campagna vaccinale» esortando, con molta fermezza, tutti coloro che possono, a vaccinarsi. In particolare si appellano «alla coscienza dei ministri ordinati e degli operatori pastorali (catechisti, animatori, volontari della carità ecc.) invitando a guidare le riunioni comunitarie e gli incontri di catechismo o altre attività educative in presenza, solo se hanno ricevuto da almeno due settimane la prima dose di un qualsiasi vaccino contro il COVID-19». 

Tivoli e Palestrina. «Siete disposti ad aiutare?». È la domanda che fa da titolo alla nota pastorale 2021 delle due diocesi sulle origini e significato del padrinato. Nel rilevare le «difficoltà attuali» nel reperire «persone non soltanto idonee a svolgere tale servizio perché con una vita corrispondente alle caratteristiche morali e canoniche richieste, ma anche con un senso di appartenenza ecclesiale necessario per introdurre e accompagnare nella vita di fede fanciulli, ragazzi, giovani e adulti che chiedono di essere ammessi a ricevere tali sacramenti», il vescovo, mons. Mauro Parmeggiani, si rivolge a «sacerdoti, diaconi, catechisti, genitori, accompagnatori dei genitori».

Acqui, Alessandria, Ancona. Dopo la decisione della Conferenza episcopale italiana di indire un Sinodo nazionale, diversi vescovi cominciano a dare indicazioni in questo senso all’inizio del nuovo anno pastorale. «Dobbiamo pensare di passare da una Chiesa basata essenzialmente sulla figura del parroco a una comunità in cui si possa valorizzare il carisma di ciascuno e in cui ciascuno possa sentirsi veramente corresponsabile nella vita comunitaria». Lo scrive il vescovo di Acqui, mons. Luigi Testore, nella lettera pastorale Immaginare la Chiesa di domani per l’anno 2021-2022.

Qui le altre lettere.

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