Le parole dell’arcivescovo di Bologna per l’inizio del Sinodo generale della Chiesa cattolica e il Cammino Sinodale per la Chiesa in Italia e per la diocesi.

«Spirito Santo, Tu che susciti lingue nuove e metti sulle labbra parole di vita, preservaci dal diventare una Chiesa da museo, bella ma muta, con tanto passato e poco avvenire. Vieni tra noi, perché nell’esperienza sinodale non ci lasciamo sopraffare dal disincanto, non annacquiamo la profezia, non finiamo per ridurre tutto a discussioni sterili. Vieni, Spirito Santo d’amore, apri i nostri cuori all’ascolto. Vieni, Spirito di santità, rinnova il santo Popolo fedele di Dio. Vieni, Spirito creatore, fai nuova la faccia della terra». Con questa preghiera il cardinale Matteo Zuppi dà il via al percorso sinodale nella Chiesa di Bologna.

 

Non restare fermi

«Camminiamo assieme – spiega l’arcivescovo – perché non vogliamo restare fermi, nell’immobilismo impaurito e vuoto, nel formalismo dell’accontentarsi della facciata, nell’intellettualismo delle “classificazioni ideologiche e partitiche e staccandoci dalla realtà del Popolo santo di Dio”. Il nostro primo anno, impegnato nella fase di “ascolto” coinciderà con la preparazione del Sinodo generale e sarà il primo passo del cammino delle Chiese in Italia su sollecitazione del papa, per ascoltare le sfide a cui la Chiesa deve far fronte, per capire quindi quali sono i problemi e cercare insieme come vivere la conversione pastorale missionaria che è la grande visione e proposta a cui ci chiama papa Francesco». Un ascolto che non riguarderà solo chi frequenta le parrocchie o in una qualche forma è impegnato nel mondo cattolico, ma anche chi professa altre religioni o è lontano da qualsiasi fede. Per questo nasceranno dei «gruppi sinodali» che proveranno a coinvolgere tutti.

 

Prenderci sul serio

«Non ci è chiesto un rilievo sociologico o di compiere qualche facile esercitazione interpretativa a poco prezzo – dice Zuppi –, ascoltare significa prendere sul serio, perché dopo dobbiamo cercare assieme le risposte. Ascoltiamo per crescere nella fraternità tra di noi e verso tutti, per capire il tesoro nei nostri vasi di creta e la grande sofferenza della folla che cerca proprio quel tesoro che portiamo con noi. Quante volte, invece, ci sembra di non esser presi sul serio oppure pensiamo che abbiamo ragione noi parlando sopra gli altri, rendendo il Vangelo lontano e troppo difficile. Il Vangelo è esigente, ma è possibile anche per i piccoli».

 

Andare nelle periferie umane

L’arcivescovo di Bologna, citando il cardinale Lercaro nell’anniversario della sua morte, ricorda gli anni del concilio Vaticano II e «l’ansia della Chiesa di andare incontro al mondo» e cercare un «linguaggio più persuasivo per gli uomini d’oggi» per continuare a comunicare a tutti il Vangelo. Lo stesso spirito che deve accompagnare il cammino sinodale. Occorre, secondo il card. Zuppi «camminare per andare in quelle periferie umane, dei tanti che secondo il mondo non hanno valore, e qualche volta anche noi finiamo per crederlo! Camminare ci farà ritrovare la consapevolezza di quello che siamo, la gioia di essere comunità, ci insegnerà a riscoprire la bellezza della relazione gratuita con tutti i fratelli, e ascoltando troveremo le risposte necessarie, non viceversa. Il vero atteggiamento da cui iniziare è la preghiera, perché è solo lo Spirito che tesse la comunione e rende nuovo ciò che è vecchio. Lo Spirito ci libera dalla paura e dalla presunzione e ci dona la vera forza e il santo timore».

Paolo Tomassone

Giornalista

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