La mattina di domenica 23 gennaio a Uomini e profeti, su Rai Radio 3, si è parlato anche de Il Regno. Si è concluso infatti il ciclo in tre puntate di «Un sinodo per cambiare», con Marinella Perroni e Andrea Grillo, centrato sul tema della sinodalità nella Chiesa (oggetto del Sinodo dei vescovi che si sta preparando e che culminerà nell’Assemblea del 2023), affrontato a partire dal saggio di H. Legrand e M. Camdessus Una Chiesa trasformata dal popolo (Paoline, Milano 2021). In particolare in questa terza puntata, che si può riascoltare integralmente qui, si sono messe a fuoco, rispetto a tutto questo orizzonte, le donne: che ruolo giocano, che prospettive si aprono per un sempre maggiore riconoscimento della presenza e del ruolo delle donne nella Chiesa. Da sottolineare che mentre il programma andava in onda, in San Pietro papa Francesco conferiva – attuando i suoi motu proprio del 2021 Spiritus Domini e Antiquum ministerium – il ministero del lettorato e del catechista a 9 donne.

 

Paolo VI colse il disagio

Ci sono due argomenti, ha spiegato Perroni, che sono in genere presenti nei documenti ufficiali del magistero allorché «si vuole interdire qualsiasi forma di riconoscimento dello specifico delle donne sullo stesso piano dello specifico maschile», ovvero «a livello di ruoli, funzioni, ministeri»: uno è a carattere teologico: «la Chiesa non può cambiare», non ne ha il diritto; e l’altro è a carattere bilico-neotestamentario: «Gesù non l’ha fatto». E proprio a proposito della messa in discussione di questa affermazione Perroni ha ricordato che Paolo VI, avendo «colto il disagio» che la rivendicazione di dignità delle donne poneva alla Chiesa, aveva, fra altre cose, affidato alla Pontificia commissione biblica uno studio della questione, pubblicato nel 1976 e che si conclude affermando che «nel Nuovo Testamento non si può fondare in alcun modo un’esclusione delle donne dal ministero».

 

Quel che ha fatto Gesù

Si tratta, come ha ricordato la teologa, del testo che Il Regno ha pubblicato, per la prima volta in traduzione italiana, nella sezione «Libri del mese» del n. 4 del 2015, consultabile sul nostro archivio digitale. È vero, ha concluso su questo punto Marinella Perroni, «che nei testi neotestamentari si può leggere molto bene l’arco che va da Gesù, che vuole una comunità diaconale» in cui non esista alcuna gerarchizzazione, nemmeno tra uomini e donne, al «processo di formazione delle prime comunità», dove «progressivamente, invece, la strutturazione di tipo gerarchico è funzionale all’inserimento delle comunità cristiane all’interno di una realtà patriarcale, in cui la religiosità pubblica era appannaggio degli uomini e quella privata veniva riservata alle donne». Ma «è un modello lontanissimo dai testi evangelici e dall’esperienza di Gesù con i suoi discepoli».

Sala

Daniela Sala

Caporedattrice Documenti per “Il Regno”

Un pensiero riguardo “Donne e ministero: quando la Commissione biblica…

  • 26 Gennaio 2022 in 08:46
    Permalink

    Ricordiamoci che Gesù non ha strutturato una “chiesa” come la intendiamo noi, ha inviato degli apostoli,dei messaggeri, testimoni, e addirittura alle donne in alcuni vangeli, in uno a Maria di Magdala (Maddalena) il compito di annunciare la Sua resurrezione, agli altri apostoli,uomini….buona giornata

    Risposta

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