«Nel nostro impegno europeo, siamo consapevoli e riconosciamo che l’impegno nell’UE è sostenuto essenzialmente anche da persone di altre confessioni e da un ampio pubblico laico. Coloro che quindi escludono altre religioni e visioni del mondo sulla base del fatto che il successo dell’UE è essenzialmente legato a un “Occidente cristiano” religiosamente omogeneo, a nostro avviso non solo non riconoscono il carattere inclusivo del cristianesimo, ma neanche la ricchezza storica della diversità religiosa e ideale che caratterizza ancora oggi il continente europeo».

Il 15 novembre la Conferenza episcopale tedesca ha pubblicato lo studio L’Europa merita (pubblicato sul numero 1/2022 di Regno-Documenti), che ha l’obiettivo di stimolare l’impegno cristiano per l’integrazione europea. Questo documento politico, preparato dal Gruppo di lavoro sull’Europa della Conferenza episcopale tedesca, si occupa dello sviluppo (ulteriore) dell’UE come progetto di pace e democrazia da una prospettiva di etica sociale.

A tal fine delinea gli sviluppi storici e illustra la situazione attuale e le prospettive dell’Unione per quattro aree politiche: la coesione democratica legata allo stato di diritto, la responsabilità verso la creazione, la configurazione responsabile del mondo digitale e il contributo dell’Europa per far fronte ai movimenti globali di rifugiati. Infine sottolinea il contributo della Chiesa come costruttrice di ponti e mediatrice nel discorso sociale ed europeo.

 

I valori in discussione

«È evidente che la comunità democratica e la coesistenza nell’UE sono soggette a precondizioni scritte e non scritte – ha scritto nell’introduzione Franz-Josef Overbeck, presidente del Gruppo di lavoro -. In una democrazia ci sono giustamente discussioni politiche e dissensi sociali sulle vie per una buona e giusta organizzazione della comunità. Nella convivenza europea non c’è bisogno di un accordo sulla genesi e la giustificazione dei valori fondamentali che sostengono e costituiscono l’UE. Tuttavia è molto pericoloso se questi stessi valori vengono messi in discussione o relativizzati. A partire dalla nostra autocomprensione cristiana dobbiamo quindi – insieme a quanti si battono per questi valori – difendere con tutte le forze quanto è a buona ragione non negoziabile: valori e diritti fondamentali come la pace, la libertà e la dignità umana possono essere garantiti in modo completo solo se sono e rimangono istituzionalmente ancorati. Per proteggere questi valori imprescindibili abbiamo bisogno di persone che difendano insieme l’idea europea, perché sono certi che una vita libera, giusta e buona non è possibile senza questi prerequisiti».

Il testo è quindi un «appello per la validità e la difesa di questi valori e norme imprescindibili della nostra società democratica nell’UE».

«Che questa prospettiva cristiana rimanga in futuro riconoscibile ed efficace nella nostra Europa, unita nella diversità – ha aggiunto Franz-Josef Overbeck – dipende soprattutto dall’impegno coraggioso dei cristiani rispetto alle convinzioni della nostra fede, rispetto agli obiettivi dell’integrazione europea e rispetto ai fondamenti della democrazia».

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