Il 20 gennaio è stato pubblicato nell’arcidiocesi tedesca di Monaco di Baviera il rapporto Abusi sessuali su minori e adulti incapaci da parte di chierici e personale strutturato nell’area dell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga dal 1945 al 2019. Il documento – di cui si è parlato molto per il fatto che chiama in causa anche il periodo in cui l’arcivescovo era Joseph Ratzinger – è frutto di un’indagine indipendente, affidata dall’attuale arcivescovo di Monaco card. Reinhard Marx allo Studio legale Westpfahl Spilker Wastl nel febbraio 2020.

Il mandato molto chiaro era quello di verificare «se le persone responsabili hanno soddisfatto i requisiti legali e le linee guida della Conferenza episcopale tedesca e hanno agito in modo appropriato nel trattare i casi sospetti e i possibili colpevoli». L’indagine ha verificato una casistica di 235 persone responsabili di abusi (173 preti) e 497 vittime (nel 60% dei casi minori).

Del rapporto, che conta 1.212 pagine più 447 di allegati, abbiamo deciso di pubblicare su Il Regno – Documenti n. 3 (attualmente in distribuzione) la quinta parte, «Raccomandazioni», che alla luce dell’indagine svolta propone suggerimenti per migliorare la prevenzione e la gestione del problema a livello diocesano.

 

La coerenza con gli altri «rapporti»

Le raccomandazioni sono divise in cinque sezioni: promuovere gli interessi delle parti offese, cioè le vittime; colmare i deficit del diritto penale ecclesiastico in materia di reati sessuali; misure in ambito amministrativo-organizzativo; misure (anche di prevenzione) nei confronti degli abusatori; altre misure, che vanno dall’accompagnamento delle istituzioni ecclesiastiche interessate alla riflessione critica sull’autocomprensione dei preti, alla ricerca interdisciplinare e internazionale approfondita sui fattori che hanno favorito gli abusi e le coperture, al rafforzare lo sviluppo della personalità dei bambini al promuovere il ruolo delle donne nelle funzioni di leadership nella Chiesa.

Esse sottolineano che «numerosi studi che sono già stati condotti a livello sia nazionale sia internazionale forniscono risultati coerenti e sufficientemente affidabili che possono essere utilizzati come base per un’azione orientata agli obiettivi».

In effetti si rimane colpiti osservando come queste raccomandazioni assomiglino a quelle di altri «rapporti» analoghi, alcuni dei quali pubblicati su Il Regno – Documenti.

Leggere queste raccomandazioni rende l’idea della portata degli interventi necessari – a livello sia diocesano sia di Chiesa universale – per creare una vera discontinuità rispetto al passato.

 

«Una profonda vergogna»

A seguito della presentazione del rapporto sugli abusi nell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga il papa emerito Benedetto XVI è intervenuto, martedì 8 febbraio con una lettera pubblica dalla sala stampa Vaticana

«In tutti i miei incontri, soprattutto durante i tanti Viaggi apostolici, con le vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti – si legge in un passaggio della lettera di Ratzinger -, ho guardato negli occhi le conseguenze di una grandissima colpa e ho imparato a capire che noi stessi veniamo trascinati in questa grandissima colpa quando la trascuriamo o quando non l’affrontiamo con la necessaria decisione e responsabilità, come troppo spesso è accaduto e accade. Come in quegli incontri, ancora una volta posso solo esprimere nei confronti di tutte le vittime di abusi sessuali la mia profonda vergogna, il mio grande dolore e la mia sincera domanda di perdono. Ho avuto grandi responsabilità nella Chiesa cattolica. Tanto più grande è il mio dolore per gli abusi e gli errori che si sono verificati durante il tempo del mio mandato nei rispettivi luoghi. Ogni singolo caso di abuso sessuale è terribile e irreparabile. Alle vittime degli abusi sessuali va la mia profonda compassione e mi rammarico per ogni singolo caso».

Sala

Daniela Sala

Caporedattrice Documente per “Il Regno”

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