«Nina, una mia studentessa di Lviv di ventidue anni, descriveva così la sua esperienza a Maidan: “Le persone provenivano da tutte le regioni dell’Ucraina. C’era una grande collaborazione. Non aveva importanza che lingua parlavi. La gente non pensava a sé ma agli altri. Erano pronti a sacrificare le loro vite, tanto era forte il senso di comunità”. La sua amica Ulyana aggiungeva: “Maidan era come una chiesa all’aria aperta. Quell’aria si poteva respirare. Era lo Spirito Santo”».

Inizia con queste parole la lectio magistralis «La speranza ha bisogno di eroine? Verso una teologia politica femminista nel contesto della guerra russo-ucraina», pronunciata dalla teologa protestante Heleen Zorgdrager, che insegna ad Amsterdam e a Leopoli, alla conferenza della European Society of Women in Theological Research (ESWTR) svoltasi presso la Orthodox Academy di Creta dal 7 al 21 agosto 2015.

 

Donne, Chiese, pace

La stessa teologa riassume così i punti della sua riflessione:

«1. Qual è la condizione e quale ruolo hanno le donne ucraine nella situazione creata dalla guerra del post-Maidan, e in che modo rispondono creativamente e criticamente a questa realtà?

2. Quali indicazioni per il futuro, quali narrative di salvezza offrono le Chiese ai fedeli? Questa domanda ci porterà a considerare la teologia politica delle Chiese.

3. Come spiegare il curioso fatto che, anche nel vivo della guerra in corso, le Chiese continuano la loro “guerra anti-gender”?

4. In che modo le donne possono costruire una teologia di promozione della pace e riduzione dei conflitti nel contesto dell’attuale guerra? Quali caratteristiche potrebbe avere una nostra narrativa della salvezza?».

 

Voce alle speranze

«Infine – afferma Zorgdrager nella sua introduzione – suggerirò alcuni punti utili alla costruzione di una teologia politica femminista nel contesto del conflitto russo-ucraino. La mia posizione è quella di estranea solidale. Sono autorizzata solo parzialmente a dare voce alle preoccupazioni e alle speranze delle donne ucraine. Posso tuttavia dare voce alla mie speranze».

Il testo integrale è consultabile, tradotto dall’inglese da Guia Sambonet, sul sito del Coordinamento teologhe italiane (CTI). Per quanto risalente a quasi sette anni fa, lo segnaliamo ritenendo che fornisca tuttora un contributo prezioso alla comprensione di un aspetto peculiare della resistenza che la popolazione ucraina sta opponendo all’invasione russa.

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