Riforma della Chiesa in Italia: tutti i teologi dicono…

Porta la data del 6 marzo 2022, I domenica di Quaresima, il manifesto del Coordinamento delle associazioni teologiche italiane (CATI), firmato dal coordinatore Giacomo Canobbio e dai presidenti di tutte le associazioni teologiche italiane, intitolato “Per una Chiesa povera, dialogica, umile. Il Coordinamento delle associazioni teologiche italiane per la riforma della Chiesa”. Anticipiamo qui una sintesi del testo integrale, che viene pubblicato sul prossimo numero 6 de Il Regno-attualità.

Il testo che proponiamo è frutto di un percorso di tre anni di riflessione del Coordinamento delle associazioni teologiche italiane (CATI) dedicato alla riforma della Chiesa. Vorremmo offrirlo come contributo a un dibattito che assume particolare rilievo nel processo sinodale che stiamo vivendo. Ci sembra, infatti, che il cammino sinodale proposto a tutte le Chiese da papa Francesco come via a una urgente riforma della Chiesa non possa prescindere dalla riflessione teologica (…)

 

A servizio delle Chiese

Obiettivo è offrire un contributo alle Chiese per aiutarle a svolgere la loro missione in conformità al Vangelo e ai tempi. In questo senso ci incoraggia quanto papa Francesco ebbe a dire ai membri dell’ATI il 29 dicembre 2017, in occasione del 50o anniversario della fondazione di questa associazione: «C’è bisogno (…) di una teologia che (…) sia fatta da cristiane e cristiani che non pensino di parlare solo tra loro, ma sappiano di essere a servizio delle diverse Chiese e della Chiesa; e che si assumano anche il compito di ripensare la Chiesa perché sia conforme al Vangelo che deve annunciare».
Nell’ultima proposizione, qui posta in corsivo, vediamo rispecchiato il lavoro compiuto negli ultimi tre anni dedicato alla riforma della Chiesa. Siamo consapevoli che il termine riforma può suonare equivoco: è infatti polisemico. Con esso, in questo testo, indichiamo non solo riforma dei costumi, sempre necessaria, che sta anche all’origine dell’adagio Ecclesia semper reformanda, ma pure riforma delle strutture, senza la quale non ci sarebbe conformità della Chiesa al Vangelo che essa deve annunciare.

 

Stile sinodale

Ciò che vorremmo proporre come riforma è, infatti, più di un cambiamento incrementale, mosso cioè dalla semplice preoccupazione di far funzionare meglio quanto già esiste: suppone una coscienza collettiva, un’intenzionalità e richiede la trasformazione delle forme e il cambiamento delle strutture. Il percorso che abbiamo compiuto è stato, possiamo dire, un esempio di sinodalità, i cui frutti vorremmo proporre anzitutto alle Chiese in Italia, in cammino verso e oltre il Sinodo del 2023, assieme alle Chiese dei diversi continenti, «convocate in Sinodo» in questo particolare momento della storia.
Se la sinodalità è anzitutto uno stile caratterizzato dall’ascolto di tutti in vista di costruire insieme decisioni relative alla vita della Chiesa, riteniamo che la voce teologica serva ad aiutare tutti a ripensare criticamente il volto delle comunità cristiane affinché il Vangelo possa diventare stile di esistenza accessibile a ogni persona umana.

 

I 6 cantieri

1. Riconoscere la soggettualità di tutte e di tutti nelle comunità cristiane; 2. Imparare dal dialogo ecumenico; 3. L’uso dei beni materiali; 4. Il riconoscimento effettivo della pluralità dei ministeri; 5. Nomine e leadership; 6. Immaginare nuovi organismi di consultazione.
Siamo consapevoli che queste piste di lavoro, come altre, potrebbero apparire utopistiche o facili slogan. Proprio questo vorremmo invece evitare. Affinché questo avvenga riteniamo sia necessario un dialogo continuo e la consapevolezza che la riforma si attua con la parresia, ma anche procedendo «per tentativi ed errori», con puntuali e adeguate verifiche, sapendo che «il tempo è superiore allo spazio» e il «processo» è già esperienza della dimensione pellegrinante della Chiesa.
Una Chiesa che «dalla virtù del Signore risuscitato trae la forza per vincere con pazienza e amore le afflizioni e le difficoltà, che le vengono sia dal di dentro che dal di fuori, e per svelare in mezzo al mondo, con fedeltà, anche se non perfettamente, il mistero di lui, fino a che alla fine dei tempi esso sarà manifestato nella pienezza della luce» (Lumen gentium, n. 8; EV 1/306).

 

 

Gruppo di coordinamento

Per il CATI il coordinatore prof. Giacomo Canobbio; per l’Associazione biblica italiana il presidente prof. Angelo Passaro; per l’Associazione italiana dei catecheti (AICa) il presidente prof. FrancescoZaccaria; per l’Associazione mariologica interdisciplinare italiana (AMI) il presidente prof. Salvatore Perrella; per l’Associazione professori e cultori di liturgia (APL) il presidente Paolo Tomatis; per l’Associazione teologica italiana (ATI) il presidente prof. Riccardo Battocchio; per l’Associazione teologica italiana per lo studio della morale (ATISM) il presidente prof. Pier Davide Guenzi; per il Coordinamento delle teologhe italiane (CTI) la presidente prof.ssa Lucia Vantini; per il Gruppo italiano docenti di diritto canonico (GIDDC) il presidente prof. Marino Mosconi; per la Società italiana per la ricerca teologica (SIRT) il presidente prof. Carmelo Dotolo.

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