Chiesa e LGBT a Prato: cammino sinodale, accoglienza reciproca

«Compagni di viaggio: Nella nostra Chiesa locale, chi sono quelli che “camminano insieme”? Chi sono quelli che sembrano più lontani? Come siamo chiamati a crescere come compagni? Quali gruppi o individui sono lasciati ai margini?». «Ascolto: Ascoltare è il primo passo, ma richiede una mente e un cuore aperti, senza pregiudizi. In che modo Dio ci sta parlando attraverso voci che a volte ignoriamo? (…) Cosa facilita o inibisce il nostro ascolto? Con quanta attenzione ascoltiamo chi si trova nelle periferie? (…) Quali sono i limiti della nostra capacità di ascolto, specialmente verso coloro che hanno punti di vista diversi dai nostri? Quale spazio diamo alla voce delle minoranze, specialmente delle persone che sperimentano la povertà, l’emarginazione o l’esclusione sociale?» «Compagni di viaggio» e «Ascolto» sono i primi due temi indicati alle Chiese locali dal Vademecum del Sinodo 2021-2023 nel momento in cui intraprendono il cammino sinodale.

 

Nessuno è un «biscotto bruciato»

Si colloca perfettamente all’interno di questa indicazione l’iniziativa intrapresa dal vescovo di Prato Giovanni Nerbini, che il 9 marzo ha incontrato il Comitato gay lesbiche bisessuali trans di Prato, presso la loro sede cittadina. L’incontro, riferisce l’Ufficio stampa diocesano, si è tenuto alla presenza di un piccolo gruppo di appartenenti al Comitato e si è svolto in un clima cordiale nel quale non è mancato un confronto franco e autentico. Dal canto suo il Comitato, in un lungo post sulla pagina Facebook, ha descritto l’incontro come un momento di «accoglienza reciproca», in base a un’ottica di inclusione che è costitutiva di tale realtà associativa. «Sono qui innanzitutto per ascoltarvi e per iniziare un dialogo con voi», ha detto il vescovo rispondendo alla domanda sul «perché» della sua visita. «Dio vuole bene a tutti i suoi figli e non considera nessuno come un “biscotto bruciato”, perché – ha sottolineato successivamente – per il Signore nessuno nasce sbagliato». Emanuele Bresci, tra i responsabili del Comitato, ha ringraziato mons. Nerbini per la sua disponibilità e a nome dei presenti ha chiesto che l’iniziativa abbia un seguito attraverso altri incontri dello stesso tipo. 

 

«Noi ci siamo»

Sin dal suo arrivo a Prato, che risale a quasi tre anni fa, il vescovo ha inserito nell’agenda della diocesi il rapporto tra fede e omosessualità; dallo scorso anno questa attenzione si è concretizzata con l’apertura del servizio «Noi ci siamo», una iniziativa di accoglienza e ascolto alle persone omosessuali che desiderano avere un dialogo e un confronto con la Chiesa. Il servizio è curato da Basilio Petrà, già preside della Facoltà teologica dell’Italia centrale e tra i massimi esperti di teologia morale, ed è rivolto – mons. Nerbini lo ha ribadito durante l’incontro con il Comitato – anche ai genitori con figli omosessuali e a chiunque desideri approfondire questa tematica.

Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi

Caporedattrice Attualità per “Il Regno”

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