Sabato 4 giugno a Palermo sono state istituite 11 lettrici e accolite. Riproduciamo qui la cronaca che Roberto Immesi ha redatto per il sito di ispirazione cattolica Porta di servizio ringraziando l’autore e il sito per la disponibilità. Rinviamo anche ai commenti che Cristina Simonelli e Luigi Mariano Guzzo hanno firmato qui su Re-blog al momento della pubblicazione (gennaio 2021) del motu proprio Spiritus Domini, con il quale papa Francesco ha modificato il can. 230 § 1 del Codice di diritto canonico in modo da rendere possibile che ai ministeri del lettorato e dell’accolitato potessero accedere anche «persone di sesso femminile».

Nuovi accoliti e lettori,
tra loro anche 11 donne

Ci sono anche 11 donne tra i nuovi lettori e accoliti istituiti questo pomeriggio, in cattedrale, dall’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice. Una novità assoluta, frutto del motu proprio Spiritus Domini con cui papa Francesco, a inizio 2021, ha aperto anche alle donne i ministeri istituiti. La celebrazione, come da tradizione, sì è tenuta questo pomeriggio in cattedrale nel giorno della festa della dedicazione, a poche ore dalla veglia di Pentecoste, e ha visto anche il conferimento a numerosi fedeli del ministero straordinario della santa comunione.

Il lettorato e l’accolitato sono due ministeri istituiti della Chiesa cattolica: si tratta di servizi molto antichi, ma che nel corso dei secoli erano state riservati solo al clero; bisognerà attenere il motu proprio Ministeria quaedam del 1972, voluto dall’allora pontefice san Paolo VI, per vederli nuovamente conferiti anche ai laici, sebbene solo uomini. Una preclusione, quella alle donne, venuta meno con papa Francesco.

Si tratta di ministeri affidati dal vescovo a persone adeguatamente preparate e che svolgono funzioni sia all’interno delle celebrazioni liturgiche (con la proclamazione della Parola, il servizio all’altare e la distribuzione della comunione), sia al di fuori (catechesi, annuncio, preghiera comunitaria, attività caritative) con un carattere di continuità. I ministeri istituiti, a cui papa Francesco ha di recente aggiunto anche quello di catechista, sono, insieme a quelli di fatto, una delle espressioni meglio riuscite di quella ministerialità battesimale, quindi anche dei laici, fortemente rimarcata dal concilio Vaticano II.

 

Palermo fa «scuola»

La novità non è di poco conto: nelle parrocchie sono tante le donne impegnate nei ministeri di fatto (dal catechismo alla comunione agli ammalati, fino alla saltuaria proclamazione delle letture), ma capita molto di rado di vederle all’altare con un camice, a meno che non si tratti di bambine. Una scelta coraggiosa, quella di papa Francesco, ma che ha richiesto del tempo per essere attuata; basti pensare che la Conferenza episcopale italiana ci ha messo un anno e mezzo per affrontare la questione, approvando solo nell’ultima Assemblea generale (23-27.5.2022) una nota ad experimentum per il prossimo triennio intitolata I ministeri del Lettore, dell’Accolito e del Catechista per le Chiese che sono in Italia, con l’obiettivo di recepire le indicazioni del pontefice e di uniformare le prassi nella penisola fissando a 25 anni l’età minima per l’istituzione.
In questo contesto, Palermo non ha perso tempo: l’équipe diocesana, guidata da don Alessandro Spera (vicedirettore della Commissione liturgica) e composta dal diacono don Vincenzo Sansone e da Mariella Cottone, ha iniziato lo scorso ottobre la preparazione dei candidati ai ministeri istituiti includendo anche le donne; un percorso durato un intero anno pastorale, con verifiche periodiche, e culminato nella celebrazione di oggi. Su 11 nuovi lettori, otto sono donne; i nuovi accoliti sono invece cinque, di cui tre donne.
I ministri straordinari della santa comunione, invece, sono stati formati dal diacono don Nunzio Carrozza; il loro compito principale è di portare la comunione agli ammalati, svolgendo un servizio prezioso di vicinanza a chi soffre o è anziano.

Roberto Immesi

Giornalista

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