Come è noto, la regina Elisabetta II del Regno Unito è anche «governatore supremo» della Chiesa d’Inghilterra. Non c’è da stupirsi dunque che la Chiesa anglicana avesse predisposto per tempo un pacchetto di «liturgical resources» per consentire alle proprie comunità di celebrarne nella preghiera il «giubileo di platino», ovvero i settant’anni di regno.

Tra le decine di eventi in calendario per la straordinaria ricorrenza è rientrata anche, il 4 giugno, la messa di ringraziamento nella cattedrale anglicana di St. Paul, presieduta dalla vescova di Londra, dame Sarah Mullally (anche se la regina ha dovuto rinunciare a essere presente di persona, avendo accusato la sera prima un lieve malessere; c’era però l’intera famiglia reale).

 

Chi è la vescova di Londra

Dame Sarah Mullally, intervistata poco prima dell’inizio della liturgia dal Corriere della sera, è il 133° vescovo di Londra (cattedra su cui siede dal 2018), e come tale è membro della Camera dei Lord. Prima donna a guidare la diocesi della capitale del Regno Unito, è prete dal 2001 e vescova dal 2015. 60 anni, sposata, due figli, al momento dell’ordinazione era Chief Nursing Officer presso il Dipartimento della Salute.

Il giorno prima della messa di ringraziamento dame Sarah Mullally ha pubblicato sul sito della diocesi di Londra un messaggio «in occasione del giubileo di platino di sua maestà», in cui sottolinea quanto siano diversi il mondo e il Regno Unito oggi rispetto al 1952: una diversità di cui lo stesso episcopato di Sarah Mullally è un segno. Riportiamo integralmente il messaggio.

 

Il mondo e l’Inghilterra sono cambiati

«La maggior parte di noi non sa come sia vivere senza sua maestà la regina. Insieme ne stiamo sottolineando e celebrando il senso del dovere, il servizio e la dedizione su una scala straordinaria e senza precedenti.

Quando è salita al trono, sia il mondo sia il nostro paese erano luoghi molto diversi. Per 70 anni, sua maestà è rimasta una straordinaria costante nella vita di milioni di persone, un simbolo di unità, forza e resilienza. È stata il puntuale battito cardiaco di questa nazione, nei momenti di progresso, di gioia e di festa, così come nei periodi più bui e difficili.

Sono stata orgogliosa di servire, negli ultimi anni, non solo come vescovo di Londra ma anche come decano delle Cappelle reali di sua maestà. La regina ha spesso sottolineato di aver tratto grande conforto dagli insegnamenti di Cristo nel corso della sua vita, e la sua profonda fede cristiana traspare continuamente in un impegno duraturo e costante per il bene comune.

La calma leadership, l’onore e la dignità di sua maestà sono stati per noi una benedizione. Dobbiamo tenere caro tutto ciò che dà, sapendo che ha sempre dato tutta sé stessa».

Guido Mocellin

Giornalista

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