Tra i tanti interventi significativi del papa dell’ultima settimana uno di questi ha toccato anche la questione «sinodalità». Mi riferisco alla pubblicazione da parte de La Civiltà cattolica del testo del colloquio con i direttori delle riviste culturali dei gesuiti in Europa, durante l’incontro avvenuto il 19 maggio scorso.

Qualche secolo mediatico fa un testo simile, sia per il tono degli scambi sia per i contenuti, non avrebbe varcato la soglia dello studio papale. Ma Francesco ci ha abituati al suo stile comunicativo diretto e non sembra preoccuparsi dell’effetto delle sue parole nello stagno di chi le leggerà a distanza di spazio e di tempo.

Quello che in particolare qui interessa è la parte relativa al Cammino sinodale tedesco. In effetti, come poi lui stesso afferma, lancia una piccola pietra.

Dopo che Francesco ha affermato che una rivista di matrice religiosa «non deve essere interessata a comunicare idee astratte», perché da esse nascono le «eresie», aggiunge: «La discussione è cosa buona, ma per me non è sufficiente. È la realtà (corsivo nostro) umana che si discerne. Il discernimento è quel che conta veramente. La missione di una pubblicazione gesuita non può essere solamente quella di discutere, ma deve essere soprattutto quella di aiutare il discernimento che porta all’azione. E, a volte, per poter discernere bisogna lanciare una pietra! Se si lancia una pietra, le acque si agitano, tutto si muove e si può discernere. Ma se invece di lanciare una pietra, si lancia… un’equazione matematica, un teorema, allora non ci sarà alcun movimento, e dunque nessun discernimento».

 

La pietra della lettera ai tedeschi

Così porge l’occasione al direttore della testata tedesca di chiedergli il parere sul Cammino sinodale tedesco che «alcuni pensano sia eretico, ma in realtà è molto vicino alla vita reale» (corsivo nostro).

E il papa così risponde: «Al presidente della Conferenza episcopale tedesca, mons. Bätzing, ho detto: “In Germania c’è una Chiesa evangelica molto buona. Non ce ne vogliono due”. Il problema sorge quando la via sinodale nasce dalle élite intellettuali, teologiche, e viene molto influenzata dalle pressioni esterne. Ci sono alcune diocesi dove si sta facendo la via sinodale con i fedeli, con il popolo, lentamente. Ho voluto scrivere una lettera a proposito del vostro cammino sinodale (cf. Regno-doc. 15,2019,479). L’ho scritta da solo, e ho impiegato un mese per scriverla. Non volevo coinvolgere la curia. L’ho fatto proprio da solo. L’originale è in spagnolo, e quella in tedesco è una traduzione. Lì ho scritto ciò che penso».

In altre parole il papa mette in guardia dal rischio che la «sinodalità dal basso in alto», quella della consultazione, dell’analisi del funzionamento delle diocesi, del coinvolgimento dei laici, sia scollegata dalla «sinodalità dall’alto verso il basso», quella che «permette di vivere in modo specifico e singolare la dimensione collegiale del ministero episcopale e dell’essere ecclesiale» (Regno-doc. 15,2019,480).

 

A scuola di discernimento comunitario

Risulta quindi particolarmente opportuna l’iniziativa di una sorta di scuola internazionale on-line sul discernimento sinodale che – come riporta su Avvenire Guido Mocellin nella puntata di «WikiChiesa» del 17 giugno) –, è stata concepita nell’area teologica latinoamericana ma è rivolta a tutta la Chiesa, che l’ha patrocinata attraverso le federazioni delle conferenze episcopali e le organizzazioni internazionali dei religiosi e delle religiose.

«Costruire una Chiesa sinodale» partirà il prossimo 4 luglio e ci si può già iscrivere dal sito della School of Theology and Ministry del Boston College, dove il nutrito programma è consultabile anche in italiano. Come ha detto, intervistato da Crux, Rafael Luciani, teologo venezuelano che fa parte della Commissione teologica della Segreteria generale del Sinodo, il focus del corso sarà sul discernimento comunitario e sul processo decisionale nella Chiesa. Poiché la sinodalità è «una novità nell’esperienza ecclesiale del terzo millennio, il corso intende offrire elementi teologici ed esperienze pastorali» utili a comprenderla.

Anche questa è una, piccola, pietra.

Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi

Caporedattrice Attualità per “Il Regno”

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