Francia e Spagna: come è andato il Sinodo

Il Sinodo sulla sinodalità nella Chiesa, lanciato da papa Francesco nel 2021 sul tema «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione», si è concluso in aprile nella sua prima fase, quella diocesana. Gli episcopati nazionali, dopo avere raccolto tutte le sintesi delle rispettive diocesi, a partire da esse stanno ora elaborando un documento da trasmettere a Roma entro agosto. Ricevute le sintesi nazionali, la Segreteria del Sinodo preparerà un primo «strumento di lavoro» (Instrumentum laboris), previsto entro dicembre 2022, dopodiché inizierà la fase continentale.
Nell’ultimo numero de Il Regno – documenti abbiamo tradotto le sintesi francese e spagnola; nel frattempo è uscita anche quella inglese.

 

Il Sinodo in Francia…

«Il processo sinodale ha visto una partecipazione generosa in molti luoghi, con la sensazione che si trattasse di un’esperienza promettente, un processo comunitario di ascolto e discernimento. Questa consultazione ha però incontrato anche resistenze di vario tipo. In primo luogo la difficoltà di ascoltare le voci dei più vulnerabili; in secondo luogo la difficoltà di raggiungere e mobilitare i giovani e i giovani adulti; in terzo luogo il timore di alcuni cattolici che questo processo serva a imporre cambiamenti alla Chiesa a cui sono legati; infine la difficoltà di molti sacerdoti a riconoscere il valore di questo Sinodo».
Il 9 giugno la Conferenza dei vescovi di Francia ha pubblicato la Compilazione nazionale delle sintesi locali sul Sinodo 2023 sulla sinodalità.
Oltre a una profonda aspirazione a una Chiesa più fraterna, il documento nazionale sottolinea che sono state individuate alcune necessità: «L’importanza di trovare ispirazione nella parola di Dio, l’urgenza di proporre segni che parlino da soli e siano credibili nella società di oggi e la necessità di luoghi di dialogo fraterno». Nell’Assemblea straordinaria di giugno i vescovi hanno stilato un Documento d’accompagnamento, che sarà inviato a Roma insieme alla sintesi nazionale.

 

… e in Spagna

«In Spagna 14.000 gruppi sinodali hanno partecipato a questo cammino condiviso, coinvolgendo più di 215.000 persone, soprattutto laici, ma anche consacrati, religiosi, preti e vescovi». L’11 giugno a Madrid, nel corso dell’Assemblea sinodale finale della Conferenza episcopale spagnola, è stata presentata la Sintesi della fase diocesana del Sinodo sulla sinodalità della Chiesa pellegrina in Spagna, con l’aggiunta in appendice di un «decalogo» riassuntivo finale e di alcune osservazioni sulla Sintesi stessa da parte dei partecipanti all’Assemblea.
Per quanto riguarda le questioni che hanno avuto il maggiore impatto su questo processo sinodale emergono il ruolo dei laici, specialmente le donne, negli organi di responsabilità e di decisione nella Chiesa; gli abusi sessuali, di potere e di coscienza nella Chiesa, che manifestano la necessità di perdono, accompagnamento e riparazione; e la necessità di istituzionalizzare e rafforzare i ministeri laicali. Si è parlato anche, seppure con minore incidenza, dell’ordinazione sacerdotale delle donne e del celibato facoltativo per i preti.

Sala

Daniela Sala

Caporedattrice Documenti per “Il Regno”

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