Che cosa aspettarsi dal prossimo step sinodale «continentale».

È iniziata la tappa continentale

Tutti presi a seguire il dibattito tra favorevoli o contrari al Cammino sinodale tedesco (la IV Assemblea è iniziata il 9 settembre a Francoforte con la bocciatura da parte dei vescovi del documento sulla sessualità); tutti presi quindi a spulciare i documenti delle sintesi nazionali giunte in agosto alla Segreteria del Sinodo dei vescovi dai quattro angoli del globo e pubblicate dalle singole conferenze episcopali (qui una sintesi di quella italiana e qui il documento integrale), per altro molto simili a quelli emersi in Germania.
Nel frattempo abbiamo rischiato di far passare in sordina uno dei nuovi passaggi nella procedura sinodale, quella della fase continentale, non meno importante della precedente.
Come stabilito da papa Francesco nel 2021, questa tappa intermedia è stata pensata come restituzione alle Chiese locali di una «sintesi delle sintesi», un primo Instrumentum laboris che poi torna a Roma al termine delle assemblee continentali per arrivare a una stesura di uno ulteriore.
Il tutto è stato presentato in una conferenza stampa lo scorso 26 agosto, dalla quale è emerso che un «gruppo di esperti provenienti dai 5 continenti con diverse competenze e prospettive»1 è stato chiamato a elaborare il Documento per la fase continentale che sarà pronto a fine ottobre.

 

Esperti al lavoro

L’elaborazione seguirà 3 passaggi: nel primo, gli esperti leggeranno (lo stanno già facendo) «individualmente con attenzione i documenti pervenuti. Ogni singolo contributo sarà letto almeno da 4 diverse persone» (tutti i virgolettati sono presi dal materiale consegnato ai giornalisti nella cartella stampa); nel secondo, il gruppo, radunato dal 21 settembre a Frascati, procederà «insieme in un clima di raccoglimento, preghiera e di discernimento» alla stesura; nel terzo «il testo elaborato dagli esperti sarà poi condiviso con altri esperti membri delle commissioni della Segreteria e soprattutto sottoposto ai membri del Consiglio ordinario, che oltre a proporre emendamenti dovranno approvarlo».2


A questo punto il Documento per la tappa continentale (DTC, per chi ama gli acronimi) verrà inviato ai soggetti che all’incirca corrispondono a quelle che l’Annuario pontificio chiama «riunioni internazionali delle conferenze episcopali» e che corrispondono a 7 organismi che esistono in: «Europa (CCEE), America Latina e Caraibi (CELAM), Africa e Madagascar (SECAM), Asia (FABC) e Oceania (FCBCO), Nord America (USA+Canada) e Medio Oriente (che vedrà in particolare il contributo delle Chiese cattoliche orientali)».
Essi si dovranno riunire tra gennaio e marzo 2023 (c’è già un calendario pronto) e inviare i loro contributi – i Documenti finali della tappa continentale – entro il 31 marzo. Ma contemporaneamente tutti gli organismi ecclesiali – dalle comunità di base alle parrocchie, dai gruppi sinodali sorti ad hoc alle associazioni – proseguiranno il loro cammino di discernimento e riflessione avviato nella fase precedente «per continuare ad approfondire i loro processi sinodali locali con la guida del loro pastore».

 

Assemblee ecclesiali, non solo episcopali

La novità di questi incontri continentali è che dovranno essere «assemblee ecclesiali», al cui interno cioè vi saranno anche laici rappresentativi del lavoro svolto sin qui, e non solamente incontri «episcopali», cioè solo di vescovi: «pertanto, i partecipanti dovrebbero rappresentare adeguatamente la varietà del popolo di Dio: vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, laici e laiche», così com’era già avvenuto per l’Assemblea ecclesiale dell’America Latina celebrata nel 2021, ma indebolita dal COVID, che non ha permesso delle riunioni pienamente in presenza (cf. Regno-att. 22,2021,683).
In Italia i referenti diocesani si sono già incontrati due volte e hanno costituito una rete che, assieme al Gruppo di coordinamento nazionale del Cammino sinodale (che entro settembre dovrà essere riconfermato), ha dato il proprio contributo alla sintesi italiana.
Alle assemblee continentali, poi, è chiesto di coinvolgere da un lato quelle realtà che esse ritengono non siano state sufficientemente considerate nella fase precedente; e dall’altro «delegati fraterni di altre confessioni cristiane e rappresentanti di altre religioni e tradizioni di fede, nonché persone senza affiliazione religiosa ma consapevoli dell’importanza di “camminare insieme” anche per le nostre società».
Tutti i Documenti finali della tappa continentale inviati entro il 31 marzo alla Segreteria generale del Sinodo costituiranno «la base del Documento per la tappa universale (ex Instrumentum laboris 2)».

 

 

NOTE
1 Ecco l’elenco degli esperti in ordine alfabetico. prof.ssa Souraya Bechealany, direttrice del Centro di ricerca della Facoltà di Scienze religiose (Libano); padre Paul Béré, S.J., professore di esegesi di Antico Testamento presso il Pontificio istituto biblico (Burkina Faso); mons. Philippe Bordeyne, preside del Pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia (Francia); mons. Alfonso Borras, professore presso l’Università cattolica di Lovanio e l’Institut catholique di Parigi (Belgio); prof.ssa Teresa Choi, professore di teologia dogmatica all’Università Sogang (Corea); mons. Piero Coda, segretario della Pontificia commissione teologica internazionale (Italia); prof.ssa Kristin Colberg, professore di teologia dogmatica presso la Saint John’s School of Theology (Stati Uniti); mons. Timothy Costelloe, presidente della Conferenza episcopale australiana (Australia); sr. Anne Béatrice Faye, C.I.C., dottore in Filosofia e membro dell’Associazione dei teologi africani (ATA) (Burkina Faso); sr. Gill Goulding, C.J., professore di Teologia Dogmatica presso il Regis College, Facoltà di teologia dei gesuiti, Università di Toronto (UofT) (Canada); Don Gaby Alfred Hachem, professore di teologia presso la Pontificia facoltà di Teologia dell’Università dello Spirito Santo di Kaslik (Libano); dott. Austen Ivereigh, coordinatore del progetto «Il cammino verso una Chiesa sinodale» (Regno Unito); prof.ssa Christina kheng, professore di leadership pastorale presso l’Istituto pastorale dell’Asia orientale, (Singapore); padre Thomas Kollamparampil, C.M.I., professore di teologia presso il Pontificio Ateneo Dharmaran Vidiya Ksheteram di Bangalore (India); dott. Mauricio Lopez Oropeza, coordinatore del Centro per la rete e l’azione pastorale del CELAM (Ecuador); prof. Rafael Luciani, professore ordinario di Teologia presso l’Università Cattolica del Venezuela (Venezuela); padre David Mc Callum, S.J., direttore esecutivo del Programma Discerning Leadership (Stati Uniti); prof.ssa Susan Pascoe, professore aggiunto presso la University of Western Australia (Australia); don Ormond Rush, professore associato di teologia dogmatica presso l’Università cattolica australiana (Australia); prof. Peter Szabo, professore ordinario presso l’Istituto di diritto canonico dell’Università cattolica «Pázmány Péter» di Budapest (Ungheria); Don Paulo Alexandre Terroso Silva, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di Braga (Portogallo); padre Vimal Tirimanna, C.SS.R., professore di teologia morale presso l’Accademia alfonsiana; Sr. Birgit Weiler, consulente teologico della «Commissione episcopale per l’azione sociale» (CEAS) in Perù e della «Commissione per la giustizia e la solidarietà» della Conferenza episcopale latinoamericana (CELAM) (Perù). Si è in attesa inoltre della conferma di una professoressa del continente africano.
Parteciperanno al lavoro degli esperti i membri del Comitato consultivo (mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e Vescovo di Carpi; Rev. Mons. Pierangelo Sequeri, Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia; Rev. P. Giacomo Costa S.J., Fondazione Culturale San Fedele di Milano; Rev.do don Dario Vitali, Pontificia Università Gregoriana; prof.ssa Myriam Wijlens, Università di Erfurt) e i vertici della Segreteria generale del Sinodo: il segretario generale card. Mario Grech; i sottosegretari mons. Luis Marín De San Martín O.S.A. e Rev. Sr Nathalie Becquart, X.M.C.J; il relatore generale della XVI Assemblea generale card. Jean-Claude Hollerich SJ.

2 I membri del Consiglio ordinario entrano in carica al termine dell’Assemblea generale ordinaria che li ha eletti, sono membri della successiva Assemblea generale ordinaria e cessano dal loro mandato allo scioglimento di quest’ultima.
Attualmente sono: sua beatitudine Ignace Youssif III Younan, patriarca di Antiochia dei siri, capo del Sinodo della Chiesa sira cattolica (Libano); card. Christoph schönborn, O.P., arcivescovo di Wien, presidente della Conferenza episcopale (Austria); card. Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, presidente della Conferenza episcopale (India); card. Gérald Cyprien Lacroix, I.S.P.X., arcivescovo di Québec, (Canada); card. Charles Maung Bo, S.D.B., arcivescovo di Yangon (Myanmar); card. Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., arcivescovo di Montevideo (Uruguay); card. Dieudonné Nzapalainga, C.S.Sp., arcivescovo di Bangui (Repubblica Centroafricana); card. Sérgio da Rocha, arcivescovo di Brasilia (Brasile); card. Joseph William Tobin, C.SS.R., arcivescovo di Newark (Stati Uniti d’America); card. Juan José Omella Omella, arcivescovo di Barcelona (Spagna); card. Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi (Pakistan); card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, presidente della Conferenza episcopale (Italia); mons. Gabriel Mbilingi, C.S.Sp., arcivescovo di Lubango (Angola); mons. Anthony Colin Fisher, O.P., arcivescovo di Sydney (Australia); mons. Jaime Calderón Calderón, vescovo di Tapachula (Messico); mons. Andrew Fuanya Nkea, arcivescovo di Bamenda (Camerun).

Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi

Caporedattrice Attualità per “Il Regno”

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