Un grande aereo passeggeri in un volo particolarmente turbolento: è questa l’immagine che meglio descrive la IV e penultima Assemblea del Cammino sinodale della Chiesa cattolica in Germania, che si è svolta a Francoforte dall’8 al 10 settembre. Anticipiamo alcuni stralci dell’articolo della nostra inviata Sarah Numico, che sarà pubblicato integralmente sul prossimo numero della rivista (MEG).

I nodi venuti al pettine

209 presenti (sui 230 delegati) con 7 vescovi assenti (e 62 presenti), forse una maggiore presenza della stampa (circa 100 giornalisti accreditati): a differenza delle altre assemblee però il programma non è stato rispettato, il lavoro non è stato tutto concluso, il clima in alcuni momenti è stato molto teso, il rischio naufragio è stato sfiorato.
Questa volta all’ordine del giorno c’era la discussione in seconda (e quindi ultima lettura) di 3 dei 4 documenti di base preparati dai forum sinodali: sulla morale sessuale, sul ruolo della donna nella Chiesa, sulla figura del presbitero (il documento sul potere era già stato approvato dall’Assemblea a febbraio; cf. Regno-att. 4,2022,76 ). Più una serie di Handlungstexte cioè testi per l’azione, 14 documenti in tutto (i documenti sono pubblici e in larga parte tradotti anche in italiano sul sito www.synodalerweg.it).
Se i lavori fossero filati lisci si sarebbe concluso un pezzo determinante del Cammino, lasciando alla prossima tappa, l’ultima, a marzo 2023, il compito di completare le decisioni. Invece nel primo pomeriggio dei lavori alcuni nodi sono venuti al pettine, con la discussione e la votazione del documento Vivere in rapporti che funzionano – Vivere l’amore nella sessualità e nel rapporto di coppia (cf. quanto ha scritto Antonio Autiero qui su Re-blog), testo che segna una novità decisiva nella riflessione sulla morale sessuale, ma che è naufragato perché, nonostante l’82% dei voti favorevoli dell’Assemblea, è mancato il consenso dei 2/3 dei vescovi presenti (solo 33 di loro si sono espressi a favore), necessario da Statuto per l’approvazione dei testi base.
Delusione profonda, sconcerto, rabbia, proteste si sono udite nella sala, dove i lavori sono stati interrotti.

 

La tela di Bätzing

C’è voluto tempo per dipanare la crisi, superata di fatto solo fuori dalla sala, in dialoghi e confronti serrati, per ripartire il giorno dopo con una nuova dichiarazione del vescovo Bätzing: il voto non sarebbe più stato anonimo; il testo non approvato, avendo avuto la maggioranza di consensi dell’Assemblea, sarebbe comunque stato portato come contributo tedesco alla visita ad limina a Roma a novembre e alla sessione continentale del Sinodo della Chiesa universale a gennaio 2023 (cf. qui ).
In generale nel dibattito che è seguito all’intervento di Bätzing sono state pronunciate parole franche, al limite dell’accusa. E questo segnala un altro tratto: ci sono persone che continuano a esprimere disaccordo, dissenso, disagio a volte, che non vogliono il cambiamento. Alcune si sono sempre esposte con schiettezza (come il cardinale arcivescovo di Colonia Reinhard Woelki, il vescovo salesiano di Passau Stephan Oster, o quello di Augusta Rudolf Voderholzer, o Dorothea Schmidt del gruppo Maria 1.0); altre sono state silenziosamente dissenzienti o, peggio ancora, latitanti dalle discussioni e dai gruppi di lavoro dei forum.
Questa minoranza si è tenuta o è stata lasciata ai margini di un ampio consenso che nel tempo si è creato? Altri però, come alcuni vescovi in questa sessione hanno testimoniato, riflettendo sui temi in questione in modo approfondito, hanno cambiato approccio e la loro opinione sul merito.
Il secondo documento base in discussione e votazione è stato quello su Donne nei ministeri e negli uffici della Chiesa, un testo che assume «il cambiamento del ruolo della donna nella società come segno dei tempi», ha spiegato la teologa Dorothea Sattler; esso prende in considerazione le ragioni che oggi possono fondare la partecipazione delle donne alla vita sacramentale della Chiesa, in modo che il tema possa rientrare nel confronto mondiale.

 

La vostra è la discussione di tutte le Chiese

Nella discussione su questo testo il tempo degli interventi è stato allungato da 1 a 2 minuti, come anche la possibilità di prendere la parola. Ovviamente occhi puntati sui vescovi: e di nuovo la polarizzazione tra chi lo ha reputato un «documento sostanziale e argomentativo, uno dei migliori» (mons. Wiesemann) e chi invece «non condivide l’orientamento del testo» (card. Woelki).
Prima della votazione il vescovo Bätzing ha chiesto una sospensione dei lavori per interloquire con i confratelli. E così il documento è stato approvato: il 91% dell’Assemblea a favore; l’81% dei vescovi anche (45 hanno votato «sì» e 10 hanno votato «no»; 5 gli astenuti).
Andatura simile ha avuto la discussione sul documento Una nuova valutazione del magistero sull’omosessualità: più tempo per la discussione, più prese di parola, sospensione dei lavori per confronto tra i vescovi e successiva approvazione dell’Assemblea con il 95% dei favorevoli (e il 93% di favorevoli anche tra i vescovi, questa volta). Questo documento è frutto del lavoro dello stesso gruppo che si era visto bocciare il testo base sulla morale sessuale il giorno prima…
Il vescovo di Anversa, il belga Johan Bonny, intervenuto in plenaria per portare il feedback degli ospiti stranieri, ha osservato che in tanti paesi «vengono sollevate le stesse domande, le stesse preoccupazioni e le stesse aspettative. Non ci sono linee di frattura tra la Chiesa cattolica nel vostro paese, nel nostro paese e in altri paesi della nostra regione. Siamo chiaramente sulla stessa barca!».
E ha aggiunto che la Germania sta dando un contributo prezioso al dibattito, ma serve che «rafforziamo lo scambio e la connessione tra le nostre Chiese locali. Le sfide condivise richiedono una riflessione e un processo decisionale condivisi». A marzo 2023 si concluderà. Prima d’allora, tanto può accadere.

Sarah Numico

Giornalista

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