«Oggi, con l’avvicinarsi dell’inverno in Europa, chiediamo a tutti coloro che hanno responsabilità nella vita pubblica di non abbandonare le famiglie e le persone vulnerabili o vittime di discriminazioni socio-economiche, incapaci di far fronte all’aumento dell’inflazione e di pagare il riscaldamento o l’elettricità. Tale situazione rafforza le disuguaglianze sociali e il divario energetico. Le strutture che forniscono assistenza sanitaria e altri servizi essenziali stanno affrontando sfide difficili. Molte persone erano già state gravemente colpite dalla pandemia del COVID-19. La crisi energetica è un ulteriore fardello dal punto di vista economico e mentale. Mentre molte aziende stanno fallendo, altre stanno licenziando i propri lavoratori e molti non sono più in grado di far fronte all’aumento del costo della vita».

Mentre la fiammata dei costi dell’energia spaventa i cittadini e le imprese in tutti i paesi europei, i vescovi della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE) sono intervenuti qualche giorno fa per richiamare l’attenzione sul problema.

 

In Europa e in Italia

Mentre riconoscono che «la situazione attuale è complessa e rende necessarie considerazioni equilibrate che tengano conto degli aspetti sociali, economici, ecologici e geopolitici nell’ottica di un approccio eticamente responsabile», i vescovi europei fanno appello alla solidarietà collettiva, raccomandando di garantire un’energia accessibile e a prezzi ragionevoli alle persone più colpite, di dare priorità all’efficienza energetica, di identificare gli obiettivi per i quali è possibile una riduzione responsabile del consumo energetico, e di perseguire partenariati energetici bilaterali e multilaterali responsabili e basati sui valori, così da gettare le basi per un nuovo sistema energetico globale.

Qualche settimana prima, in Italia, era stata la Chiesa di Padova a prendere la parola sull’argomento. La nota è pubblicata sull’ultimo numero de Il Regno – documenti.

«I rincari energetici», vi si legge, «conseguenza diretta del conflitto tra Ucraina e Russia oltre che delle speculazioni internazionali dei produttori e distributori di energia e gas – stanno provocando una situazione di grave disagio e difficoltà».

 

Con buon senso e nella giusta misura

Anche le comunità ecclesiali sono colpite dal caro bollette: «Le nostre parrocchie e la diocesi faticano già a sostenere i maggiori costi e, al contempo, rischiano di non riuscire a mantenere alcuni servizi che ci siamo assunti, talvolta supplendo alle responsabilità di altri, a favore soprattutto delle persone in stato di necessità».

Nata dal confronto fra vari uffici pastorali e le presidenze del Consiglio pastorale diocesano e del Consiglio presbiterale, la riflessione della diocesi di Padova Crisi energetica. Alcune note per le parrocchie e gli enti diocesani, pubblicata il 5 ottobre sul sito diocesano, si offre come traccia per aiutare a leggere concretamente la situazione e a stimolare la ricerca di possibili interventi, lasciando ai consigli pastorali e ai consigli per la gestione economica l’adozione di scelte rispondenti alla propria realtà.

«L’attuale situazione (…) non può essere solamente fonte di grande preoccupazione, ma rappresenta un’occasione di conversione e di crescita nella responsabilità verso un uso più consapevole delle fonti energetiche, verso un maggiore rispetto dell’ambiente, suggerendoci il ritorno a usi e “costumi” ispirati ai criteri del buon senso e della giusta misura».

Sala

Daniela Sala

Caporedattrice Documenti per “Il Regno”

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