La morte di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI ci porta nuovamente a riflettere sulla sua figura. Teologo del Novecento, interprete della consunzione della modernità e del dramma della postmodernità, egli è stato il papa del primato della fede. Della fede colta che ha cercato di ribadire, negli anni tragici della crisi dell’autorità ecclesiastica di fronte alla profonda secolarizzazione, la necessità di ritrovare qualche forma di egemonia culturale. Ma in lui la fede, e lo testimonia la sua prima enciclica Deus caritas est, è stata anche il tentativo di riproporre la natura propria del cristianesimo, di quell’affidamento semplice a Dio testimoniato dalla carità. 

 

Il gesto umile e libero della rinuncia

È in nome del primato della fede che egli ha potuto compiere quel gesto umile e libero della rinuncia al papato. Il gesto dottrinale più importante del suo pontificato. Il gesto magisteriale più significativo, carico di conseguenze istituzionali e non solo. Con quella rinuncia Benedetto XVI ha sancito anche formalmente la fine della sacralizzazione della figura del pontefice, frutto del culto della personalità trasformata in sacralità, sancito da Pio IX nel concilio Vaticano I nel momento stesso della perdita del potere temporale della Chiesa. Quel gesto consente oggi a papa Francesco di provare a rispondere in maniera nuova, cioè innovativa, alla crisi del cristianesimo da un punto di vista del rapporto tra fede e storia e alla crisi di autorità della Chiesa in questo tempo.

 

Dall’istituzione all’affidamento a Dio

Oggi possiamo guardare alle contraddizioni della Chiesa, alla sua «sporcizia» (come ebbe a dire Ratzinger nella Via Crucis del 2005), distinguendo il problema dell’autorità dalla forma della fede. Questo non significa che la fede cristiana non debba recuperare in un tempo nuovo la propria dimensione culturale, la propria sistematizzazione teologica, o il dialogo con ogni altra forma religiosa e culturale. Questo significa che quel recupero, prima e più che poggiare sull’aspetto istituzionale della Chiesa, poggia sul principio dell’affidamento a Dio che la figura di Cristo ha stabilito.

 

SCARICA QUI lo speciale de Il Regno pubblicato in occasione delle dimissioni di Benedetto XVI

Gianfranco Brunelli

direttore de “Il Regno”

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