Omosessualità: un grazie a p. Cencini. Con l’invito ad andare avanti

C’è un «cambio di paradigma» nell’approccio al tema dell’omosessualità da parte di chi nella Chiesa se ne occupa da più tempo – scrive il gesuita p. Piva sull’ultimo numero di Regno – Attualità. In particolare si segnala la risposta proveniente da p. Amedeo Cencini su Settimananews. 

Nell’articolare i passaggi di questo cambiamento, Piva mette tuttavia in luce alcune ambiguità che ancora rimangono: occorrerebbe «una richiesta di perdono» verso le persone «discriminate o colpevolizzate» quanto al loro orientamento e in alcuni casi allontanate dalla vita religiosa; rimane un impianto datato nella Ratio fundamentalis del 2005, il testo che regola l’ammissione e la formazione nei seminari; occorrerebbe chiarire che cosa s’intende con l’espressione «omosessualità strutturale», che si contrapporrebbe a una «omosessualità non strutturale»; lo stesso vale per le due espressioni «tendenza» e «orientamento». Ma – il punto è questo – Piva afferma che l’articolo di Cencini «è un segno di apertura mentale, umiltà e disponibilità a cambiare le proprie idee. Di questo lo ringrazio sinceramente». (M.E. G.)

Quel documento sull’omosessualità

Nell’articolo «Con tutto il cuore» pubblicato in Il Regno-attualità 4,2023,78 facevo alcune considerazioni sul documento sinodale dei 50 sacerdoti omosessuali pubblicato da Il Regno-documenti 3,2023,101. Affermavo che una delle motivazioni dell’esclusione e discriminazione nella Chiesa che quei sacerdoti raccontavano sta proprio nell’istruzione vaticana sui criteri di discernimento vocazionale delle persone con tendenze omosessuali.

Sostenevo che il giudizio estremamente negativo di quel documento sull’omosessualità dipendesse anche da un clima – a cavallo degli anni 2000 – di reazione cattolica al progressivo riconoscimento, da parte della comunità scientifica mondiale, della «normalità» della condizione omosessuale.

Indicavo in mons. Tony Anatrella, psicanalista, uno dei promotori radicali di quel clima di reazione; e in p. Amedeo Cencini, docente di Psicologia, un convinto sostenitore di quel documento vaticano. Di fatto, oltre che in molte altre pubblicazioni, negli articoli «Omosessualità strutturale e non strutturale, I e II» del 2009, Cencini intendeva dare fondamento scientifico alle varie affermazioni di quella istruzione. 

 

Un sostanziale cambiamento

Queste pubblicazioni e il suo insegnamento hanno contribuito per lungo tempo alla formazione dei formatori dei seminari, molti diventati vescovi; e quindi hanno contribuito al consolidamento della prassi di escludere le persone omosessuali dai percorsi in vista degli ordini sacri.

In un recente articolo, uscito su Settimananews il 31 marzo scorso («Formazione presbiterale e questione omosessuale»), p. Amedeo Cencini risponde al mio testo, affermando il suo sostanziale cambiamento di pensiero nei riguardi dell’omosessualità: «Considero che – sul piano della comprensione del fenomeno a livello psicologico – vi sia stato un progresso che sicuramente costringe a rivedere alcune conclusioni di allora (…) Sento personalmente l’esigenza di continuare a portare avanti una riflessione personale sempre più aperta all’approfondimento scientifico e disponibile a rivedere certe posizioni».

 

CONTINUA A LEGGERE

Giuseppe Piva

Gesuita e formatore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share via
Copy link
Powered by Social Snap