Riprendiamo dal blog questa breve riflessione di Luigi Accattoli a proposito della dimissione di Marko Ivan Rupnik dalla Compagnia di Gesù: sono appena scaduti i 30 giorni a disposizione di Rupnik per fare ricorso.
Tutti gli attori sono gesuiti
Conversando sul caso Rupnik un amico arguto se ne è uscito con questa battuta: c’è proprio da chiedersi dove sia finito lo spirito di discernimento tanto lodato dal fondatore dei gesuiti Ignazio di Loyola. Di seguito la mia interpretazione di quest’aurea sentenza.
Nel caso Rupnik tutti gli attori sono gesuiti. Gesuita è il protagonista centrale, ora dimesso dalla Compagnia alla quale apparteneva lungo tutto lo svolgimento del caso. Gesuiti i superiori che hanno indagato e preso decisioni su di lui. Gesuita il vescovo ausiliare di Roma Libanori che fu il primo incaricato di compiere una visita canonica alla comunità di consacrate dalla quale sono venute le prime denunce. Gesuita il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede che ha svolto un ruolo cardine nella vicenda. Gesuita il papa che ruoli in essa pure ne ha avuti.
Se c’è ancora qualcosa da discernere…
Se il tutto è stato gestito così lentamente e confusamente, con un esito ancora oscuro e ripercussioni dannosissime, la famiglia dei gesuiti non potrà che accusare sé stessa. Se c’è ancora da discernere qualcosa – e a mio parere c’è – i discernitori discernano.
Luigi Accattoli
Vaticanista

Con “l’operazione Rupnik” certamente è stata offuscata l’immagine tanto decantata e lode vole dei gesuiti nel tempo. Si ringraziano gli attori primari e secondari, dal primo all’ultimo.
Certamente la misericordia divina, ma certamente la giustizia terrena. Per la fragilità umana saranno tanti i casi analoghi a questo di “Rupnik”. Certamente dove abbonda il peccato sovrabbonda la Grazia.
Io mi aspetto di capire che fine faranno Rupnik e le altre persone implicate. Che fine farà il centro Aletti per esempio. Si riuscirà a sapere la verità o si continuerà a coprire tutto? Da questa storia esce ferita non solo la Compagnia, ma tutta la Chiesa. Chi merita di essere creduto il Centro che difende Rupnik o la compagnia che lo dimette? E che credibilità si può dare all’una o all’altra?
Ha fatto bene a dimettersi.
Davanti a Dio sta la verità.
Una pena enorme…aver creduto alla sua rettitudine finché qualcuna non gli ha tolto la maschera.
Un proverbio dice “I panni sporchi si lavano in famiglia” e così Loro i Gesuiti hanno fatto.
Come faranno a comparire al giorno ultimo davanti a Dio?