In vista del percorso di cultura politica su «La “terza questione”. La Chiesa, i cattolici e l’Italia», che Il Regno e la Comunità di Camaldoli organizzano presso il monastero dal 5 all’8 ottobre prossimi, proseguiamo qui su Re-blog a presentare vari autori presenti. Oggi il focus è sulla sessione conclusiva, che si tiene nella mattinata di domenica 8 ottobre.
Ruth Maria Hanau Santini
«L’Europa vista dal Mediterraneo» è il titolo della lezione affidata a Ruth Maria Hanau Santini. È professore associato di Scienza politica e relazioni internazionali all’Università Orientale di Napoli. Ha lavorato di recente per il World Food Programme delle Nazioni Unite su conflitti e insicurezza alimentare in Nord Africa, Medio Oriente, Sahel, Ucraina, e in precedenza ha svolto incarichi presso il Ministero degli Esteri italiano (2012-2013) e presso vari think tanks in Europa (ISPI, CEPS, SWP) e Stati Uniti (The Brookings institution, Transatlantic Academy).
Le aree di interesse di Hanau Santini si concentrano sulla natura dello Stato; sulle concezioni di cittadinanza e di democrazia, con un focus particolare sul Medio Oriente e Nord Africa; sulle relazioni tra Stato e sicurezza; sulla sicurezza regionale in generale e sulla geopolitica del Medio Oriente e Nord Africa in particolare; sulla politica estera e di sicurezza europea.
A sua firma si possono leggere questi saggi: Hybrid Governance in the Middle East and Africa, con Abel Polese (a cura di), Routledge, London 2019; Rethinking statehood in the Middle East and North Africa. Security, sovereignty and political orders, con Abel Polese (a cura di), Routledge, London 2018; Limited statehood in post-revolutionary Tunisia. Citizenship, economy, security, Palgrave, London 2018; Threat perceptions and the EU Common Foreign and Security Policy since 9/11, Aracne, Aprilia 2012. Oltre che con varie pubblicazioni accademiche su riviste specializzate, collabora con Reset e Aspenia online.
Antonio Padoa Schioppa
Successivamente Antonio Padoa Schioppa prenderà la parola su «L’Europa come democrazia, come libertà, come solidarietà: un modello possibile?». L’autore è giurista e storico italiano. Dopo essersi laureato in giurisprudenza all’Università di Pavia nel 1961 come alunno del Collegio Ghislieri, dal 1971 ha insegnato nello stesso ateneo e dal 1980 al 2007 è stato professore ordinario (dal 2008 professore emerito) di Storia del diritto medievale e moderno nell’Università degli studi di Milano, dove è stato anche preside della Facoltà di Giurisprudenza dal 1983 al 1999.
Il suo insegnamento scientifico si basa prevalentemente sullo studio della storia della giustizia civile e penale medievale e moderna, del diritto canonico medievale, del diritto commerciale moderno, in una prospettiva storica europea; sulle riforme degli studi universitari e post-universitari di diritto; sui profili costituzionali dell’Unione europea.
Di recente ha scritto: Perché l’Europa, Dialogo con un giovane elettore, Ledizioni, Milano 2019; Studi sul diritto canonico medievale, Fondazione CISAM, Spoleto 2017; Storia del diritto in Europa. Dal Medioevo all’età contemporanea, Il Mulino, Bologna 22016; Giustizia medievale italiana dal Regnum ai Comuni, Fondazione CISAM, Spoleto 2015; Verso la federazione europea? Tappe e svolte di un lungo cammino, Il Mulino, Bologna 2014; Ri-formare il giurista. Un percorso incompiuto, Giappichelli, Torino 2014.
Card. Pietro Parolin
La conclusione del percorso di cultura politica de Il Regno e della Comunità di Camaldoli per il 2023 è intitolata «L’Europa come orizzonte di pace» ed è affidata al segretario di Stato della Santa Sede card. Pietro Parolin. Sul sito della Santa Sede la sua biografia racconta, tra l’altro, che è nato il 17 gennaio 1955 a Schiavon, in provincia e diocesi di Vicenza, che viene educato in una famiglia semplice e profondamente cattolica e che frequenta fin da piccolo la parrocchia del paese. A 14 anni entra nel seminario di Vicenza e a 25 è ordinato sacerdote.
Nel 1983 entra alla Pontificia Accademia Ecclesiastica e nel 1986, dopo la laurea in Diritto canonico alla Pontificia Università Gregoriana, entra nel servizio diplomatico della Santa Sede. Dal 1992 entra nella sezione per i Rapporti con gli stati della Segreteria di Stato, dove nel 2002 Giovanni Paolo II lo nomina sotto-segretario. In questa veste interviene in diversi consessi internazionali, testimoniando in particolare l’attenzione della Santa Sede ai temi della pace e dei diritti essenziali della persona umana, con un sguardo particolare anche ai problemi dello sviluppo economico e sociale mondiale.
Dal 2009, nominato arcivescovo da Benedetto XVI, al 2013, svolge l’incarico di nunzio apostolico in Venezuela. Francesco, poco dopo essere stato eletto papa, lo richiama a Roma nominandolo segretario di Stato; lo crea cardinale nel Concistoro del 22 febbraio 2014. Partecipa al Consiglio di cardinali istituito da papa Francesco per aiutarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Pastor bonus ed è membro dei dicasteri: per la Dottrine dalla fede; per i Vescovi; per le Chiese orientali; per l’Evangelizzazione; per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti, oltre che del Consiglio di cardinali rinnovato dal papa nel 2023.