XVI Assemblea del Sinodo dei vescovi: lo scopo dell’intenso programma pre-assembleare, dai nuovi cardinali alla veglia ecumenica al ritiro spirituale.

L’apertura della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi – che sarà ufficialmente il 4 ottobre – è stata preceduta da tre grandi eventi a Roma (e dintorni) che si vorrebbe la caratterizzassero allo stesso modo.

 

I nuovi cardinali

Il primo è il concistoro per la creazione di 21 nuovi porporati, di cui 18 elettori e 3 non elettori (il Collegio cardinalizio è ora composto da 242 cardinali, di cui 137 elettori e 105 non elettori; i cardinali provengono da 91 paesi: 29 dall’Africa, 34 dall’Asia, 64 dal continente americano, 111 dall’Europa e 4 dall’Oceania; 58 sono dei religiosi, provenienti da 29 ordini e congregazioni diversi). Questo è naturalmente un appuntamento non direttamente collegato al Sinodo. Ma di fatto la data della sua celebrazione e le provenienze geografiche dei cardinali hanno richiamato le caratteristiche della sinodalità.

Come infatti riporta Vatican news, il prefetto della Congregazione per i vescovi Robert Prevost, rivolgendo un saluto al papa, ha subito citato l’imminente inizio del Sinodo sulla sinodalità: «Essere una Chiesa sinodale che sa ascoltare tutti è la via non solo per vivere personalmente la fede, ma anche per crescere nella vera fraternità cristiana».

Infatti «la Chiesa è pienamente tale solo quando veramente ascolta, quando cammina come nuovo popolo di Dio nella sua meravigliosa diversità, riscoprendo continuamente la propria chiamata battesimale a contribuire alla diffusione del Vangelo e del regno di Dio».

 

La veglia ecumenica

Organizzata dalla Comunità di Taizè (è sorta da un’idea dell’attuale priore generale frère Alois), la veglia ecumenica del 30 settembre, cui hanno partecipato il patriarca ecumenico Bartolomeo, l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby e numerosi rappresentanti di diverse confessioni, è stata posta a suggellare l’inizio dell’Assemblea sinodale.

Come aveva detto papa Francesco nell’Angelus del 15 gennaio che lo annunciava, «il cammino per l’unità dei cristiani e il cammino di conversione sinodale della Chiesa sono legati». Per questo «affideremo a Dio i lavori della XVI Assemblea ordinaria del sinodo dei vescovi».

Essa ha avuto due programmi, uno rivolto ai giovani e che iniziava il venerdì pomeriggio con incontri nelle parrocchie in cui erano ospitati, con workshop e una camminata da San Giovanni Laterano fino in piazza San Pietro per confluire nella veglia con tutti i rappresentanti delle confessioni cristiane. E l’altro, rivolto agli adulti, che prevedeva la partecipazione alla sola veglia: a quest’ultimo si sono uniti anche i referenti diocesani del Cammino sinodale italiano che poi il giorno dopo si sono riuniti in CEI in assemblea.

Tre i nuclei tematici dell’omelia del papa,  pronunciata dopo 8 minuti di preghiera silenziosa: il silenzio come elemento «essenziale nella vita del credente»; il silenzio come elemento essenziale «nella vita della Chiesa», in quanto «il silenzio permette proprio il discernimento, attraverso l’ascolto attento dei “gemiti inesprimibili” (Rm 8,26) dello Spirito che riecheggiano, spesso nascosti, nel popolo di Dio»; infine il silenzio come elemento «essenziale nel cammino di unità dei cristiani. È fondamentale infatti per la preghiera, da cui l’ecumenismo comincia e senza la quale è sterile (…) Il silenzio fatto preghiera ci permette di accogliere il dono dell’unità “come Cristo la vuole”, “con i mezzi che lui vuole” (cf. P. Couturier, Preghiera per l’unità), non come frutto autonomo dei nostri sforzi e secondo criteri puramente umani».

 

Il ritiro spirituale dei sinodali

Al termine della veglia e fino al 3 ottobre, i membri, i delegati e gli invitati speciali sono partiti alla volta della Fraterna Domus di Sacrofano per un ritiro spirituale. Molto insistito in fase di presentazione dell’evento il fatto che tutte le meditazioni e le celebrazioni sono trasmesse in streaming sul canale YouTube della Santa Sede

Il programma prevede (il coordinatore è il camaldolese Matteo Ferrari) alle 8.45 le Lodi, con una meditazione della madre benedettina Ignazia Angelini (qui e qui le prime due); alle 9.30 e alle 11.30 due meditazioni di padre Timothy Radcliffe (qui la prima; qui e qui la seconda; la terza non è attualmente disponibile; qui la quarta) intervallate dal silenzio e dalla preghiera personale.

Dopo il pranzo, nel pomeriggio, ci sono riunioni di gruppo secondo il metodo della conversazione spirituale. Quindi la messa preceduta dalla seconda meditazione di madre Ignazia Angelini (qui quella del 1° ottobre) e infine la cena.

Nel moltiplicarsi degli appelli dell’ultim’ora delle vere e proprie fazioni pro o contro determinati temi (sì/no al sacerdozio e/o al diaconato alle donne, sì/no a cambiamenti nella dottrina morale, tanto per semplificare), l’intento è di far sì che i partecipanti lascino fuori dall’aula le questioni di parte e formino realmente un corpus interessato costruire un consenso per il bene della Chiesa.

Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi

Caporedattrice Attualità per “Il Regno”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share via
Copy link
Powered by Social Snap