Al quarto incontro dei «Percorsi di cultura politica» organizzati dalla rivista Il Regno e dalla Comunità monastica di Camaldoli, il problema dei rapporti tra la Chiesa cattolica e lo Stato italiano è stato sviluppato in chiave storica, a partire fin dall’inizio per le modalità con cui nacque lo Stato italiano.

 

Il problema dello stato nazionale e delle libertà civili

Come ha sottolineato lo storico Daniele Menozzi, in questa fase la contrapposizione della Santa Sede alla neonata Italia «nasce dal fatto che dalla Rivoluzione francese in poi la diffusione dei principi della modernità politica si articola su due problemi: il problema della costruzione di un unitario Stato nazionale e quello delle libertà politiche e civili che devono essere riconosciute nel nuovo ordinamento statale».

I cattolici, o almeno una corrente, «cercò di inserire questi nuovi principi all’interno dell’orizzonte culturale del cattolicesimo e lo fece individuando nel papa il garante ultimo della costruzione di quell’assetto societario» in cui venivano riconosciuti lo Stato nazionale e le libertà civili e politiche».

Tuttavia «Pio IX, dopo aver mostrato in un primo momento una certa accondiscendenza nei confronti di questi principi, ritenne che con essi si giungesse alla perdita dello Stato pontificio», e che questo avrebbe a sua volta comportato «la perdita della libertà di esercizio del ministero spirituale, perché era convinto che la sovranità territoriale fosse la garanzia dell’esercizio della sua libertà».

 

La cosiddetta «questione romana»

In seguito a questa presa di posizione del papa, «quella corrente cattolica che è definita come “neoguelfismo” cominciò a perdere la sua presa sulla società italiana», e iniziò a imporsi invece «quella che diventerà, per tutto il corso dell’Ottocento e anche per i primi decenni del Novecento, la “questione romana”», cioè il fatto che il papato «si ritenne “prigioniero” in Vaticano, in quanto l’unità d’Italia si era realizzata a danno dello Stato pontificio».

La «questione romana» condizionò a lungo il rapporto dei cattolici con quelle libertà civili e politiche che il Regno d’Italia intendeva garantire.

Sala

Daniela Sala

Caporedattrice Documenti per “Il Regno”

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